Libri di Enrico Zanelli
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Diritto, economia e forse giustizia. Da Pindaro a Amartya Sen Zanelli Enrico - Edizioni Scientifiche Italiane, 2010 - Centro Studi Toscolano
Quali sono i rapporti tra diritto ed economia? E quali i rapporti tra loro e l'etica? Nasce prima il diritto o l'ordinamento giuridico? Che ruolo hanno la razionalità e la logica nella vita economica e nella formazione ed applicazione delle norme? E soprattutto quali sono i rapporti tra legge, diritto, equità e giustizia? Se Pindaro riteneva la legge regina di tutti gli esseri, compresi gli dei, oggi Amartya Sen sostiene che non dalle istituzioni ma da un pragmatismo quotidiano possono essere corrette una alla volta le ingiustizie disseminate nel mondo globalizzato. Il volume rielabora quattro lezioni tenute ad un corso di Master per giuristi d'impresa, intese a porre domande di fondo non sistematicamente ma attraverso passaggi, spunti e riferimenti classici o attuali tali da fungere come stimoli informativi per sviluppare riflessioni che ciascuno può maturare per conto proprio, attingendo liberamente ai casi e agli autori citati.
L'idea di università. Orizzonti storici, vicoli ciechi e ipotesi di rinnovamento Zanelli Enrico - Bollati Boringhieri, 2013 - Temi
Dopo l'insulso travaglio di pretese riforme specializzate nell'arte del ritocco, all'università italiana serve un'idea che la scuota e ne inverta l'attuale declino, allineandola finalmente ai sistemi di istruzione superiore dei paesi più avanzati. Un'idea non meno radicale di quelle che nell' Ottocento, a partire dal grande filosofo e linguista tedesco Wilhelm von Humboldt, osarono riconfigurare il modello stesso dell'istituzione. Enrico Zanelli abbandona ogni "inutil precauzione", perché giudica che proprio un riformismo insieme velleitario ed esitante, ostaggio di baronie, viscosità burocratiche e tornaconti politici, e ancor sempre radicato in una logica statalista, sia responsabile della malauniversità. Dal grandangolo della sua lunga esperienza di insegnamento nelle università americane, vede i danni della nostra incompiuta apertura al mercato, maldestra parodia di una vera svolta imprenditoriale e privatistica. Per portarla invece a termine non c'è, secondo Zanelli, che la strada di una doppia, dirompente abolizione: dei concorsi per il personale docente - marchingegno garantista solo nella forma e del valore legale dei titoli di studio, contro la cui "vanità" si era già scagliato un inascoltato Luigi Einaudi. A oltre sessantanni di distanza, Zanelli ne raccoglie il testimone.