Libri di Mirco Zangirolami
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Venezia, il Portogallo e le spezie Zangirolami Mirco - Youcanprint, 2019 - Storia / Saggi
Nel Trecento e Quattrocento, in concomitanza con una crescita generalizzata degli scambi a livello europeo, la Repubblica di Venezia si impose come uno dei mercati di intermediazione più attrezzati fra l'Europa e le coste Mediterraneo. Nell'agosto del 1499 giunse a Rialto, il centro pulsante dell'economia veneziana, la notizia dell'arrivo di una flotta portoghese in India che rischiò di compromettere in modo significativo l'intensissimo flusso di merci tra la Serenissima e l'Oriente attraverso le "vie delle spezie", vie che collegavano l'Oriente, attraverso i punti di smistamento dell'India e dell'Arabia meridionale e consentivano che arrivassero nei territori europei i pregiati prodotti orientali. Verso la metà del Cinquecento, Venezia fu in grado di riconquistare buona parte del commercio delle spezie e, parallelamente, ci fu una diminuzione consistente nei viaggi portoghesi. I resoconti degli ambasciatori e dei diari di storici veneziani sono un utile strumento per esaminare come Venezia reagì politicamente, economicamente e militarmente, anche attraverso il confronto dei metodi di colonizzazione dei due Stati antagonisti e dell'intrecciarsi degli eventi politici nell'Europa del '500.
Vento di vittoria. Memorie di guerra del caporale Fortin Antonio, classe 1891 Zangirolami Mirco - Youcanprint, 2026 - Storia / Militare / Prima Guerra Mondiale
«Un sorso di liquore. Le lancette del quadrante scorrono lente. Fa ancora buio. Siamo tutti ammassati. Mi sento quasi esaltato; sarà il liquore o solo il sangue freddo? Il pensiero della morte imminente è svanito, ma so che fuori mi aspetta una mitragliatrice pronta a uccidermi, o uno scoppio di una granata, o una fucilata in petto! Molti sono morti prima di me e quanti ancora ne dovranno morire. Sei e venticinque... sei e ventisei... manca poco. Si va all'assalto! "Tutti avanti... fuori!" - urla un sergente. I primi escono nei piccoli varchi di uscita. Tonfi sordi in ogni dove, lampi, scariche di fucileria e urla ovunque. Colpi secchi di granate poco oltre, schegge ovunque e lampi di fuoco. Un colpo secco alla guancia mi stordisce; per fortuna è solo un pezzo di roccia scagliato da uno scoppio. Un fante al mio fianco si butta in una buca, ma non capisco se è vivo o no. Mi butto dentro anche io. Si è beccato una fucilata in fronte, i suoi occhi sono puntati a terra. Ha ancora in pugno il fucile. Prendo le due bombe a mano che ha in saccoccia, a lui non servono più [...]».