Libri di Zanni
Bibliografia di Zanni: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di Zanni in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di Zanni, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
La bella Montecchio. Volti e voci della nostra terra Zanni Nevio - Edizioni Mediafactory, 2022
La bella Montecchio. Volti e voci della nostra terra - Edizioni Mediafactory
Mi spazzi via Zanni Nicolò - Gruppo Albatros Il Filo, 2010 - Nuove Voci
La prima pubblicazione di Nicolò Zanni rivela, a dispetto della giovane età dell'autore, una grande maturità e uno sguardo acuto e attento al mondo che lo circonda, così come alla sua essenza di essere umano. Mettersi in discussione per poi ritrovarsi, una volontà di distruggere per rinascere, una vicinanza alla fede, vissuta in una maniera del tutto personale, fuori da rigidi canoni. Il titolo rispecchia fedelmente il contenuto emotivo della silloge, come affermato dallo stesso autore "Mi Spazzi Via" è stato concepito con l'idea di sorprendermi, di realizzare un'ambizione. È spiccare il volo da una finestra, è soffermarsi su qualcosa sorridendo, è accarezzare un pensiero che sa di buono. Fare liberamente tutto ciò che mi sento, senza adeguamenti ad iniziative altrui. È manifestarsi. "Mi Spazzi Via" non ha orari. È un momento in cui mi invento, tento un nuovo me stesso, dandomi una forma diversa. È, dunque, un inno alla libertà, individuale prima di tutto, ma anche generale, una ricostruzione di un mondo libero da catene, una ricomposizione che deve partire dal piccolo, da se stessi.
Il Ponterosso. Trieste 1947. Opuscolo d'arte e cultura. Ristampa anastatica Zanni N. (Cur.) - Eut, 2015 - Collana Archivio Regionale Scrittori
"Ogni martedì sera, in una 'trattoriola', quel piccolo gruppo di amici chiacchierava fantasticando sui modi di realizzare il proprio impegno intellettuale e artistico: aprendo una galleria, un centro culturale, una rivista, o altro ancora. Ne aveva trovato il nome: quello del 'Ponterosso' che attraversava il Canale, con le sue barche, e il mercato sulla piazza. Non dunque il solito riferimento a San Giusto, a richiami romani o veneziani, ma a un luogo che sapesse rappresentare davvero 'tutta questa nostra Trieste così strana e difficile', questa 'città di traffici', 'posta in un quadrivio d'Europa', dove 'convergono civiltà': che non sono 'privilegio' o 'predominio di una nazione sull'altra', ma 'lavoro comune' di uomini e popoli, i quali perciò 'contro ogni costrizione continuano a cercarsi, a esprimere voci e a intonarle, ad accogliere ideali e a fonderli'." (dalla prefazione di Nicoletta Zanni).