Libri di Ivan Zazzaroni
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Diventare Mourinho. Lui ha cambiato la Roma. Roma ha cambiato lui Zazzaroni Ivan - Sperling & Kupfer, 2022 - Varia
Dopo l'esperienza negativa sulla panchina del Tottenham, agli occhi dell'opinione pubblica José Mourinho era diventato decisamente meno Special, e non erano in pochi a considerarlo «bollito», sul viale del tramonto, la controfigura dell'alieno che negli anni precedenti aveva conquistato titoli in tutte le competizioni nazionali ed europee. Eppure, quando le voci sul suo arrivo a Roma hanno iniziato a diffondersi, il popolo romanista ha reagito con un misto di entusiasmo e incredulità. Non sono mancati gli scettici, certo, ma nessuno poteva rimanere indifferente di fronte a una notizia del genere. Ivan Zazzaroni, mourinhano della prima ora, ha seguito l'avventura romanista del tecnico portoghese dagli albori, raccontando sulle pagine del Corriere dello Sport-Stadio gli alti e i bassi di una stagione che ha riportato un trofeo europeo nelle bacheche di Trigoria dopo un digiuno durato più di sessant'anni. Ma, soprattutto, ha compreso che nella carriera di Mou c'è uno spartiacque. Una cesura che si chiama Roma. Nella capitale Mourinho è cambiato, è diventato più razionale, meno istintivo, senza per questo tradire il carisma e il fascino che da sempre ammantano la sua figura. Quello romano e romanista è un Mourinho mai visto prima, un uomo che «ha raggiunto un equilibrio quasi perfetto» e ha scoperto «un mondo nuovo quanto antico». E così, meditando sugli articoli da lui scritti e sull'euforia che ha invaso la città dopo l'arrivo dello Special, Zazzaroni ci consegna un ritratto inedito del grande allenatore, un «diarioromanzo» nel quale risuona l'invito «ai romanisti di sicura fede a continuare a giocare con il loro allenatore».
Per vincere domani. Come il calcio italiano può uscire dalla sua crisi più nera Zazzaroni Ivan Garavaglia M. (Cur.) - Mondadori, 2026 - Strade Blu. Non Fiction
Questo libro non è solo un atto d'accusa contro l'avidità e l'indifferenza delle istituzioni, è una riflessione urgente sulla necessità di restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico. Il 31 marzo 2026, per la terza volta consecutiva, l'Italia non si è qualificata ai Mondiali. Dare la colpa a un rigore fallito o a un capriccio della sorte è un errore, perché la Nazionale non è il problema ma il sintomo, il punto d'arrivo di una filiera che ha deciso di curare le foglie anziché le radici. Ivan Zazzaroni attraversa le macerie di questo fallimento con un'analisi schietta e necessaria, denunciando come il calcio - storicamente strumento di mobilità sociale del Paese - si sia trasformato in un servizio a pagamento che seleziona per censo e non per merito. «Giocano solo i ricchi» scrive, e non è una provocazione, ma la constatazione di un paradosso: in un sistema che ha triplicato i dirigenti e dimezzato i talenti, l'accesso al campo è filtrato da barriere economiche insormontabili. Dalle scuole calcio ridotte a franchising alle quote annuali che pesano sui bilanci familiari come affitti, il pallone ha smesso di rotolare negli oratori e nelle periferie per chiudersi in recinti d'élite, dove i bambini diventano clienti e il talento un fattore secondario. Attraverso un serrato confronto con i modelli europei - dalla coerenza tecnica della cantera spagnola alla programmazione metodica della Germania - l'autore mette a nudo un sistema che brucia le tappe e usa i giovani come pedine di bilancio, dimenticando che il talento ha bisogno di tempo, protezione e, soprattutto, di quella «fame» che si coltiva solo nello spazio libero del gioco. Questo libro non è solo un atto d'accusa contro l'avidità e l'indifferenza delle istituzioni, è una riflessione urgente sulla necessità di restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico. Bisogna ripartire dalla base, abbattendo le barriere che tengono fuori troppi ragazzi e restituendo ai bambini il diritto all'errore e al divertimento: sono questi i passaggi fondamentali da fare oggi, per vincere domani.