Biblioteca Libri
Libri pubblicati nella collana Biblioteca con argomento Societa Contemporanea Storia della filosofia occidentale
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- 9791255213628 Semiramide. La regina di Babilonia
- 9791255213611 La saga nera dei Borgia
- 9791255213604 I medici della morte
- 9791255213574 Gerusalemme anno zero movimenti messianici e identità:
- 9791255213529 Hitler, biografia di un dittatore
- 9791255212577 I servizi segreti russi. Dagli zar a Putin
- 9791255211211 L'invenzione dei sessi
- 9791255210580 Federico II, monarca globale, uomo...
- 9791255210436 1873. I Rotschild
- 9791223284131 Radar
La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria Perullo Nicola - Carocci, 2014 - Biblioteca Di Testi E Studi
La cucina è arte? Questo saggio propone una risposta non convenzionale alla domanda attraverso un articolato percorso tra estetica, storia, antropologia e gastronomia. Ne risulta una sintesi concettuale che intende suscitare un dibattito su un problema al tempo stesso molto antico e attuale, ma che tocca anche la questione dell'arte nel suo complesso. Il volume si struttura in nove tesi, tra teoria ed esempi. Sintetizzandone il contenuto: la cucina è un'arte storicamente determinata, che si produce grazie a tecniche, saperi del corpo e capacità immaginative. Tuttavia, quest'arte non deve intendersi in base al modello formale della rappresentazione visiva, né come produzione eccezionale in antitesi alla dimensione del quotidiano. L'arte culinaria si misura piuttosto con la riuscita gustativa, irriducibile alla dimensione concettuale ed emotiva, e si gioca tra il richiamo del noto e la fascinazione del nuovo. Inoltre, essa attraversa la differenza dei generi, ha a che fare con l'interesse maternale, non si identifica nella nozione di autore per realizzarsi infine pienamente nel contesto ambientale del convivio.
Discorsi d'attualità. Dal «postmoderno» ai nuovi orizzonti della cultura Riedweg C. (Cur.) - Carocci, 2013 - Biblioteca Di Testi E Studi
Viviamo una fase delicata di passaggio e transizione, che sembra toccare più o meno tutti i campi della nostra realtà. Ci sono elementi per diagnosticare addirittura un cambio d'epoca: dal "postmoderno" costruttivista, con il suo diniego radicale di poter raggiungere qualsiasi realtà, a un tipo di "new realism" (Maurizio Ferraris) o "età di autenticità" (Edward Docx). Un cambio che non riguarda solo la filosofia, la critica letteraria, l'arte e l'architettura, ma anche la ricerca, la politica e i media, così come il mondo finanziario, dove il crollo di Wall Street nel 2008 ha segnato una svolta decisiva. L'Istituto Svizzero di Roma ha organizzato nel 2012 i "Discorsi d'attualità" con l'intento di suscitare un dibattito aperto, vivo e sfaccettato su alcuni dei temi scottanti dell'oggi, analizzandoli in una prospettiva storico-comparativa, che desse conto della transizione, reale o percepita che fosse. Il presente volume raccoglie i contributi di 18 eminenti specialisti, provenienti dalla Svizzera, l'Italia e la Germania, che hanno partecipato alla costruzione di questa istantanea del presente, ciascuno nel rispettivo campo d'eccellenza.
Del buon uso del pessimismo (e il pericolo delle false speranze) Scruton Roger - Lindau, 2011 - Biblioteca
La via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni. Ed è proprio su di esse che si concentra in questo libro la critica radicale di Roger Scruton. La moderna storia europea è stata funestata da tragedie incomparabili (su tutte il nazismo, il fascismo e il comunismo). Responsabili di questi orrori sono, secondo l'autore, gli idealisti e utopisti di destra e di sinistra, che, ignorando la natura umana, immaginano un futuro inevitabilmente radioso, credono nel ritorno a un felice stato di natura (che non è mai esistito), considerano l'utopia una forza positiva della storia. Questi "ottimisti senza scrupoli" hanno in comune il desiderio di imporre, spesso con la violenza, la propria visione del mondo basata su false speranze di palingenesi illusorie: è il caso dei giacobini francesi, dei rivoluzionari russi, dei nazisti, dei comunisti, dei terroristi islamici e, in una dimensione meno tragica ma altrettanto "distruttiva", dei burocrati dell'Unione Europea, degli economisti, dei sociologi, dei politologi e dei vari esperti votati al benessere e al miglioramento dell'umanità. "Del buon uso del pessimismo" costituisce, fin dal titolo, un invito ad adottare un atteggiamento serenamente pessimistico, non dettato da una visione tetra della condizione umana, ma dalla consapevolezza dei vincoli e dei limiti della natura dell'uomo, che rendono impossibile ogni pianificazione e trasformazione idealistica della società.