Biblioteca Medievale Libri
Libri pubblicati nella collana Biblioteca Medievale con argomento Virgilio Marone Publio Lingue indo-europee
Prossime uscite della collana Biblioteca Medievale
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788878149892 I paesaggi dell'allume. Archeologia della produzione ed economia di rete-Alum Landscapes. Archaeology of production and network economy
- 9788843067183 Tagliatori di teste alla corte di re Artù. L'aggressività cavalleresca nel romanzo d'oïl
- 9788843061815 Saga di Halfdan figlio di Eysteinn
- 9788816419926 Civiltà medievale. La grande luce dei secoli bui
- 9788816419414 Origini e inizi del movimento e dell'Ordine francescano
- 9788816308169 Theofano. Una bizantina sul trono del sacro romano impero
- 9788816308121 Il medioevo di Tolkien
- 9788816308091 Sulle strade del Medioevo. Imperatori, santi, diavoli e gente comune
- 9788816308084 Dio è rotondo. Esposizione della Regola di san Benedetto. Testo latino a fronte
Commento all'Eneide Fulgenzio Fabio P. - Luni Editrice, 1997 - Biblioteca Medievale
La Virgiliana continentia di Fabio Fulgenzio Planciade, scrittore africano vissuto forse all'epoca della dominazione vandala (V-V1 sec.), è il più antico commento allegorico dell'Eneide. Il poema virgiliano è qui interpretato come un'allegoria della vita umana. Secondo uno schema già applicato nella cultura classica al commento dei poemi omerici, la mappa delle peripezie di Enea si tramuta in un itinerario esistenziale, che si snoda attraverso le varie fasi della vita: nascita, infanzia, fanciullezza, adolescenza e maturità. Fondate in gran parte sull'etimologia le stravaganti interpretazioni di Fulgenzio - che persegue consapevolmente l'enormitas, con una deliberata sfida all'intelligenza - fecero autorità per secoli in campo allegorico: il suo commento fu letto, copiato, chiosato, imitato per tutto il medioevo. Esso garantì al poema virgiliano una leggibilìtà in chiave morale che lo rese utilizzabile da parte del pensiero cristiano: senza di esso nemmeno il pellegrino della Commedia dantesca sarebbe divenuto quella sorta di Enea cristiano che tutti conoscono. Ma Fulgenzio sapeva che se - come sosteneva Massimo di Tiro - la penombra della poesia rende più bella la verità che vi è nascosta, è anche vero che questa penombra genera altra penombra. Congedandosi dal suo lettore, lo invita allora a mettere alla prova il suo acume e a sciogliere il "cruciverba" che gli sta davanti riempiendolo dei suoi contenuti segreti o volutamente inespressi: "Addio, mio signore. Leggi con molta attenzione il ginepraio del mio pensiero".