I Cinquecento Libri
Libri pubblicati nella collana I Cinquecento con argomento Tradizioni Popolari EUROPA
Napolitanate. Ovvero spiegazione, origini e aneddoti di 500 frasi e modi di dire dialettali Spinelli Leopoldo - Stamperia Del Valentino, 2014 - I Cinquecento
Un ennesimo volume sui modi di dire napoletani? No, il primo. L'autore, singolare figura di pubblicista napoletano di fine Ottocento, ha operato in un periodo di grande fermento: quello iniziato con i Verdinois ed i Torelli, e che avrebbe visto nascere, fiorire e spegnersi una galassia di piccole testate giornalistiche, più o meno artigianali. Oltre al blasonato Pungolo, forse il più longevo ed affermato, tornano alla mente, tra mille, nomi il "Monsignor Perrelli", "Lume a gaz", il "Pazzariello", il "Masto Rafaele", il "Don Marzio" o "Lu Cuorpo de Napoli e lu Sebeto". Uno di questi, "San Carlino", fu giustappunto la creatura del nostro Leopoldo Spinelli (che si firmò alternativamente Sciù-Sciù, attorno al 1885, e poi Pellinis), noto anche come facondo autore di liriche e testi di canzoni napoletane. La definizione che lo stesso ne diede, la dice lunga sulla "leggerezza d'impostazione" della impresa editoriale: "Super Eccentrico - Matto Giornale - Scritto con Capperi - con Pepe e Sale". Lo diresse con alterne fortune dalla prima (1884) all'ultima uscita, a 1900 inoltrato. Il foglio non sopravvisse al suo fondatore. Al di là del contenuto dichiarato, la parte aneddotica contiene vere ed esclusive "chicche" sugli aspetti della vita comune del tempo.
Usi e costumi dei napoletani. Dalle incisioni di Fabris alle litografie di Dura. Ediz. illustrata Castronuovo Sandro - Stamperia Del Valentino, 2014 - I Cinquecento
Si racconta in queste pagine una storia che comincia nel Settecento, quando appaiono - firmate da Pietro Fabris, "english painter" per sua ammissione - le prime incisioni su usi e costumi napoletani. Protagonisti di queste immagini, souvenir per i turisti, sono i personaggi che animano le strade dall'alba a notte inoltrata, uomini e donne che spesso sbarcano il lunario inventandosi mestieri altrove sconosciuti. Con un'agile impostazione, il libro documenta l'intero percorso delle stampe dedicate a cantastorie, venditrici di zeppole e banditori di vino, soffermandosi in particolare sui "bamboccianti" dell'Ottocento, quando l'attività si espande per l'avvento della litografia. Completano la rassegna le pagine su Francesco De Bourcard e Carlo Del Balzo, autori di opere famose, ampiamente illustrate, sugli usi e costumi della napoletanità.