Imago Libri

Libri pubblicati nella collana Imago con argomento Arte Europa Meridionale

Terre senz'ombra. L'Italia dipinta. Ediz. illustrata libro
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LIBRO   9788845929427

Terre senz'ombra. L'Italia dipinta. Ediz. illustrata Ottani Cavina Anna   -  Adelphi, 2015  -  Imago

Per lungo tempo la storia è stata raccontata così: fra Sei e Ottocento, gli artisti europei arrivavano (più o meno obbligatoriamente) in Italia, dove a contatto con un paesaggio ancora simile all'Arcadia, e con le maestose rovine della civiltà classica, trovavano il senso di un mestiere che avrebbero poi passato il resto della vita a perfezionare. Di questa parabola fin troppo lineare il nuovo libro di Anna Ottani Cavina costituisce una variante piena di scoperte e di sorprese. È vero, sostiene Ottani Cavina in questa sua arringa illustrata, gli artisti del Nord in Italia trovavano qualcosa, come la luce, cui gli studi non li avevano preparati; e, anche questo è vero, il trauma culturale e visivo li portava a modificare i loro stessi strumenti, l'uso che ne facevano: a esasperare il disegno, ad esempio, oppure, in una gran quantità di casi, ad abbandonarlo del tutto. Ma in questo modo non lavoravano a una replica fedele di quanto avevano visto, e vissuto: piuttosto, uno schizzo alla volta, una tela dopo l'altra, Poussin, Thomas Jones, Granet e molti altri cominciavano in realtà a costruire quasi dal nulla quel luogo dell'immaginazione e della memoria che da allora tutti noi, credendo di conoscerlo da sempre, chiamiamo Italia.

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Roma città dell'anima. Viaggiatori, accademie, letterati, artisti.. Ediz. illustrata libro
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LIBRO   9788850003679

Roma città dell'anima. Viaggiatori, accademie, letterati, artisti.. Ediz. illustrata Mammucari Renato   -  Edimond, 2008  -  Imago

Per tutto il secolo passato il Bel Paese è stato tappa d'obbligo e meta prediletta di artisti e letterati che lo "invadevano" arrivando da ogni parte d'Europa. Roma, poi, "una città di provincia mal tenuta", secondo l'ironica definizione del Taine, rappresentava per lo scrittore americano Henry Adams "il vizio più violento del mondo", e chi veniva nella Città eterna alla ricerca dei fondali rappresentati dalle basiliche, dai palazzi, dalle piazze e dai suoi melanconici paesaggi rimaneva ben presto affascinato dal popolo che l'abitava, dai costumi, dalle usanze, dalle tradizioni da immortalare con la matita o il pennello e, da lì a poco, con la carta emulsionata. Ciò che spingeva l'aristocratico inglese, francese o tedesco che fosse a "correre da un capo all'altro del mondo", come annotava nel 1580 Montaigne nel suo" Journal de voyage en" era un crogiuolo di curiosità intellettuali, di inquietudini se non addirittura di malinconia che solo il sogno italiano poteva lenire. Questi viaggiatori, è bene tener presente, non avevano fretta, non erano loro a entrare nel viaggio già organizzato da altri, ma era questo a penetrare in loro. Bevendo direttamente alla fonte, ne condizionavano la scelta degli itinerari, le soste e soprattutto la durata di queste; e alla fine del più o meno lungo peregrinare, come scrisse Stendhal, non rimaneva loro che desiderare "dopo aver visto l'Italia, trovare a Napoli le acque del Lete, dimenticar tutto e ricominciare il viaggio e passar così la vita intera".

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