La Cultura Libri
Libri pubblicati nella collana La Cultura con argomento Davis Miles ARTI
Prossime uscite della collana La Cultura
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788842837541 Quanta strada nei miei sandali. Tutti i versi
- 9788842837497 Storia di Dio
- 9788842837480 Magnificat Amour
- 9788842837473 Perché sono da sempre un corso d'acqua
- 9788842837466 La mia Battaglia. Conversazioni con Letizia Battaglia
- 9788842837459 Abbracciare gli alberi
- 9788842837435 Tutti i miei articoli sono lettere d'amore
- 9788842837428 Vivere come un ragno
- 9788842837411 Guerra e clima
- 9788842836919 Interviste extraterrestri
Kind of blue. New York, 1959. Storia e fortuna del capolavoro di Miles Davis Kahn Ashley - Il Saggiatore, 2017 - La Cultura
New York, 2 marzo 1959. Lo studio della Columbia Records si fa tempio. Alle 14.30 è fissata una sessione di registrazioni, o forse un appuntamento con la storia. Miles Davis e il suo leggendario sestetto - John Coltrane, Bill Evans, Cannonball Adderley, Jimmy Cobb, Paul Chambers e Wynton Kelly - stanno per registrare un album dalla potenza mistica: "Kind of Blue". Su quei nastri magnetici non resteranno mere tracce di suoni ma alchimia di pura eleganza, malinconicamente sensuale, note dal potere afrodisiaco... e tutto intorno a voi si ferma. Vent'anni fa, Ashley Kahn si è guadagnato il privilegio di poter accedere ai nastri originali delle due sessioni che diedero alla luce "Kind of Blue", e di sentire le battute che si scambiarono i musicisti in quelle ore di genio feroce; i dubbi e le discussioni che segnarono la ricerca di una nuova strada, dal bepop al jazz modale. Per ricostruire nella loro completezza quei due giorni, Kahn ha incontrato testimoni e protagonisti, ha ascoltato la voce di Bill Evans, John Coltrane e degli altri, ha interrogato le fotografie, gli appunti presi nella furia creatrice, gli spartiti annotati a penna, e qualsiasi frammento sia stato possibile preservare. In questo libro, che di quelle ricerche è il frutto, Kahn spalanca le porte del celeberrimo studio sulla Trentesima Strada a Manhattan permettendoci di rivivere la genesi di "Kind of Blue", il distillato immortale della New York degli anni cinquanta, con i suoi locali, i suoi riti, la sua vita notturna, il suo profumo di whisky e sigaretta. Il Saggiatore riporta in libreria questa cronaca vibrante, documentario di un'epoca: un classico della letteratura musicale, la storia di un disco diventato emblema di una rivoluzione nella musica afroamericana, la migliore risposta che si possa dare a chi chiede cosa sia il jazz.
Bitches brew. La musica di di Miles Davis 1967-1970 Merlin Enrico Rizzardi Veniero - Il Saggiatore, 2022 - La Cultura
Agosto 1969. Nei giorni in cui i prati di Woodstock vengono ripuliti dai rifiuti lasciati da mezzo milione di giovani accorsi a seguire un festival già leggendario, Miles Davis porta in studio un'orchestra come non si era mai sentita: tre fiati, chitarra, due bassi, tre tastiere elettriche, quattro set di percussioni. Con qualche appunto schizzato su carta e dopo una sola serata di prove, in tre mattine si registra il materiale di "Bitches Brew": un disco che cambierà la storia della musica, influenzando intere generazioni di musicisti e di ascoltatori. «È ancora jazz?» Quando esce il disco, nella primavera del 1970, si parla della nascita di un nuovo genere musicale, che fonde le sottigliezze improvvisative del jazz con l'energia del rock. Ma la vera novità sta nelle proporzioni, nel respiro sinfonico di brani estesi per venti e più minuti, frutto di un sapiente lavoro di postproduzione che sconfina nella vera e propria composizione. Profetico, psichedelico, progettato come un'opera d'avanguardia e allo stesso tempo pianificato come un grande successo commerciale, "Bitches Brew" è il risultato di una serie di esperimenti durati alcuni anni, durante i quali la visione artistica di Miles entra in una fruttuosa tensione con gli interessi della sua casa discografica, grazie alla sottile mediazione di un geniale produttore, Teo Macero. Enrico Merlin e Veniero Rizzardi, consultando per la prima volta un corposo materiale d'archivio, compresi i nastri originali delle sedute, ricostruiscono la genesi dell'album in un racconto che abbraccia i tre anni in cui Miles conobbe forse l'evoluzione più interessante della sua intera carriera, e ci restituiscono una cronaca accurata delle fasi di preparazione, registrazione e postproduzione, arricchita di foto e documenti, cronologie e discografie. A mezzo secolo dall'uscita di "Bitches Brew" il Saggiatore porta in libreria la nuova edizione, completamente riveduta e aggiornata, di un libro candidato a classico della storiografia jazz.
The blue moment. Come «Kind of blue» ha cambiato la musica Williams Richard - Il Saggiatore, 2011 - La Cultura. Saggi
Il più straordinario fra tutti i suoni, il più diffuso. È il suono dell'isolamento. E Miles Davis l'ha venduto a milioni di persone. Ma "Kind of Blue" non è solo la Bibbia dei jazzisti, l'album che ogni appassionato dovrebbe conoscere. È il frutto di movimenti artistici, filosofici e culturali che hanno dato forma al Novecento, è la scintilla di un nuovo modo di fare musica, di utilizzare gli strumenti e inventare sonorità. Un nuovo modo di fare musica che ha investito tutto il ventesimo secolo. Richard Williams evoca l'essenza del capolavoro meditativo e malinconico di Davis a partire dalla storia della sua creazione, poche miracolose ore dell'agosto 1959 in una chiesa sconsacrata di Manhattan convertita a studio d'incisione, e ne individua le connessioni con differenti riflessioni culturali del suo tempo: le ammalianti tavolozze impregnate di blu di Picasso, Matisse e Yves Klein, le architetture minimali di Mies van der Rohe, il mito letterario dell'uomo isolato, enigmatico, disilluso, libero di Jean-Paul Sartre e della Beat Generation. " The Blue Moment" guarda a grandi del jazz come John Coltrane, Keith Jarrett e Chick Corea; a compositori dell'avanguardia come Steve Reich, Terry Riley e La Monte Young; a leggende del rock come i Velvet Underground e Brian Eno, oltre che al padrino del soul, James Brown. Richard Williams scrive una lettera d'amore, quasi un'affermazione di fede: "Quando ti innamori di Kind of Blue vorresti continuare a comprarlo".