La Memoria Libri

Libri pubblicati nella collana La Memoria con argomento Sarajevo EUROPA

Prossime uscite della collana La Memoria

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791280370396 Il risveglio delle cedronelle
  • 9788838950612 La parabola della Repubblica
  • 9788838950537 Per la scuola. Nuova ediz.
  • 9788838950421 Le bambine dell'aranceto
  • 9788838950407 Le ore prima dell'alba
  • 9788838950384 Nella neve
  • 9788838950353 La scala di seta
  • 9788838950308 Quando Pinocchio non c'era
  • 9788838950001 Le inchieste del commissario Collura
  • 9788838949685 Il dono delle perline
LIBRO   9788838910159

Giornale di guerra. Cronaca di Sarajevo assediata Dizdarevic Zlatko   -  Sellerio Editore Palermo, 1994  -  La Memoria

Il libro, scritto dal capo redattore del giornale Oslobodenje (Liberazione), testimonia i giorni dell'orrore e lo stato d'assedio a Sarajevo e racconta la cronaca della "pulizia etnica" e della sua logica da bestie tecnologiche. "Dopo che ci siamo arrovellati - ammesso che l'abbiamo fatto - sui nostri sentimenti per Sarajevo, ecco finalmente uno che ci dice con che sentimenti verso il resto del mondo la gente di Sarajevo si misura da anni con la morte, la mortificazione e la menzogna. Sono molte le cose, in queste pagine, che ci daranno fastidio. Ci darà fastidio scoprire quanto valgano davvero (valgono infatti, ma non tanto) i nostri aiuti umanitari; quale infamia possa mascherarsi con le magnanime e sconsolate dichiarazioni sul fatto che «tutte le parti sono altrettanto responsabili»; quanto poco eccentrica e primitiva e rassicurantemente «balcanica» sia Sarajevo e la sua gente, e quanto invece vicina e simile a noi (simile, almeno, a quello che noi ci vantiamo e ci illudiamo di essere); quanto poco, infine, ci si aspetti lì da noi - in un senso, Sarajevo ci ha abbandonati al nostro destino. Giornale e diario quotidiano, gli scritti di Dizdarevic tormentano soprattutto per l'ossessiva ripetizione del resoconto di una vita con la morte e la fine di tutto, in cui ogni giorno è uguale al precedente ma peggiore, e mille volte si scrivono le parole fatali ormai, mai più, per riscriverle ancora una volta ancora più fatali e definitive. D'altra parte Dizdarevic mostra, giorno dietro giorno, la faccia che nessuno vuol vedere di questa sporca guerra: e cioè che c'è una minoranza di banditi prepotenti e strapotenti, e tanta gente inerme, falcidiata e costretta ad abbassarsi sotto il tiro dei cecchini, ma attaccata alla propria città e alla vita civile, al ricordo di un altro modo di essere delle cose che è stato e che dovrà tornare. Se e quando tornerà, dovrà pur esserci uno specchio in cui ciascuno si guarderà in faccia. Anche questa resistenza asciutta e lucida, senza speranze e senza preghiere, può darci fastidio, qui, nel nostro padiglione degli specchi ruffiani". Adriano Sofri.

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