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Libri pubblicati nella collana Temi con argomento Economia Crescita economica
Usa e getta. Le follie dell'obsolescenza programmata. Nuova ediz. Latouche Serge - Bollati Boringhieri, 2015 - Temi
Secondo le aziende costruttrici, quella della vita a termine degli oggetti di consumo, soprattutto elettrici ed elettronici, sarebbe soltanto una «triste leggenda», un sospetto infondato perché privo di riscontri fattuali. Sfidano a dimostrare l'esistenza di una difettosità deliberata, l'introduzione di qualcosa di simile a geni di mortalità in grado di far inceppare, a tempo debito, stampanti e lavatrici, televisori e computer, accorciandone la durata e costringendo gli acquirenti a sostituirli in modo sempre più compulsivo. Arrivano a negare ogni plausibilità all'idea stessa di «obsolescenza programmata», fenomeno - consustanziale alla nostra società della crescita illimitata - che invece è accertato e quantificato da ricerche indipendenti, testimoniato da progettisti che iniziano a parlare, combattuto da associazioni di consumatori, e sulla cui realtà tutt'altro che leggendaria Serge Latouche ci ha aperto gli occhi. Anche grazie al suo saggio, nei pochissimi anni trascorsi dalla prima edizione si sono smosse le acque in un ambito che coinvolge interessi colossali, e hanno preso consistenza iniziative a diversi livelli: rapporti conoscitivi, commissioni comunitarie, progetti di legge europei per proibire o scoraggiare la commercializzazione di prodotti tecnologici a scadenza occulta, e insieme azioni dal basso, siti dedicati e forme di resistenza conviviale per imparare a riparare ciò che altrimenti finirebbe nelle discariche. Latouche ce ne informa ampiamente in questa nuova edizione, senza appiattirsi sulla logica del complotto e del sabotaggio industriali, ma senza cadere neppure nel tranello delle pseudosoluzioni di ecoefficienza, che riversano sul mercato apparecchi meno energivori il cui risparmio tuttavia non compenserà mai i costi ambientali della rottamazione del vecchio. Simbolica, ossia effetto del declassamento indotto dalle mode, pianificata, diretta o indiretta, come nel caso dei software ormai incompatibili con i nuovi sistemi operativi, l'obsolescenza ha molti aspetti e una sola finalità: perpetuare l'economia di iperconsumo e spreco. Una sciagurata follia, per Latouche, che le contrappone la via virtuosa della decrescita, dove agli oggetti, e a noi tutti, sia data ancora una possibilità.
Usa e getta. Le follie dell'obsolescenza programmata Latouche Serge - Bollati Boringhieri, 2013 - Temi
Stampanti bloccate a orologeria, dopo diciottomila copie, o computer fuori uso allo scadere dei due anni: non siamo di fronte a una strana moria elettronica degna della fantascienza, bensì alla manifestazione più recente di un fenomeno che è parte integrante della società della crescita. Si chiama "obsolescenza programmata" e fa sistema con il nostro modo di produrre, di consumare, di pensare, di vivere. Significa che gli oggetti messi in vendita hanno una fragilità calcolata, tanto che la durata della garanzia coincide spesso con la loro vita effettiva. Impossibile ripararli. Vanno gettati e subito sostituiti con altri, ancora e ancora. Di questa illimitatezza malata, che ci avvolge sempre più nella spirale di iperproduzione, turboconsumo e immane scarto, Serge Latouche è l'oggi l'accusatore più conseguente. Con la sua capacità di infilzare le storture di un'economia di catastrofe, mette in sequenza gli antecedenti storici e fraudolenti dell'"usa e getta", ne smaschera la logica simbolica e indica una via d'uscita: una prosperità senza crescita, prospettiva frugale ma non pauperista che sappia decolonizzare la mente dall'imperialismo delle merci, e riprenda il passo umano della durevolezza, della riparabilità e del riciclaggio.
Va già meglio. Lo sviluppo globale e le strategie per migliorare il mondo Kenny Charles - Bollati Boringhieri, 2012 - Temi
In una versione ampiamente condivisa della storia recente si denuncia l'incapacità, o la mancanza di volontà, dei leader delle maggiori economie del mondo di promuovere lo sviluppo tra gli abitanti più poveri del pianeta. Sembra che tutti siano d'accordo: gran parte del mondo è un pozzo nero di stagnazione economica, sovrappopolazione, fame, ignoranza, violenza e malattia. Le destre vorrebbero abbandonare il Terzo Mondo al suo inevitabile destino. Le sinistre osservano il fallimento e ne incolpano la dominazione occidentale e il neo-imperialismo. Cosa fare allora? L'argomento del fallimento - soprattutto dell'Africa - rappresenta un duro atto d'accusa, ma la realtà è diversa. E vero che molte parti del pianeta sono rimaste indietro in termini di reddito, ma è anche vero che hanno tutte visto miglioramenti senza precedenti nei livelli di salute e di istruzione, nel processo di parificazione dei generi, nelle condizioni di sicurezza pubblica e nel rispetto dei diritti umani. Dappertutto vi sono stati miglioramenti che non hanno precedenti nella storia. Charles Kenny avanza un ottimismo realistico, fondato su dati solidi, dai quali emerge un diffuso progresso nella qualità della vita, soprattutto grazie alle tecnologie e alla forza delle idee, e lo fa rivendicando l'importanza della politica degli aiuti, una voce di spesa non certo cara alla destra liberista.