Voci Libri
Libri pubblicati nella collana Voci con argomento Costi Europa Meridionale
Prossime uscite della collana Voci
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788815397584 Il mondo è tutto ciò che resta
La Costituzione ieri e oggi Onida Valerio - Il Mulino, 2008 - Voci
L'Italia ha conosciuto in sostanza una sola vera Costituzione la quale, in un momento che si presentava particolarmente favorevole per molte ragioni forse irripetibili, ha accolto senza riserve i principi del costituzionalismo, ma che ha visto, prima e dopo tale momento, molteplici attacchi portati contro tali principi. Il sessantesimo anniversario della Costituzione è l'occasione per vederla in un'ottica meno immediata e meno interessata ai problemi di breve periodo del paese. Finora essa è apparsa come espressione di un patto politico fra determinate forze, come oggetto e strumento di garanzia o di ostacolo a determinati disegni politici, o come trattativa o moneta di scambio per futuri patti: in ogni caso se ne è data una lettura tutta italiana, autarchica e in qualche modo contingente. La Costituzione italiana nasce dal clima storico dell'immediato secondo dopoguerra, un periodo che fece della lotta alla tirannia e dell'affermazione del costituzionalismo un patrimonio universale e di tale universalismo partecipa. E sebbene corrisponda a verità che in essa si sono incontrate le tre ideologie liberale, cattolico-democratica e marxista, l'esito non fu provinciale e si colloca in un contesto che va al di là dell'esperienza del nostro paese.
La Costituzione di Yalta ossia la vera Costituzione italiana Tolomei Vieri - Gruppo Albatros Il Filo, 2016 - Nuove Voci. I Saggi
"Navighiamo in un mare tempestoso e non possiamo continuare a mantenere la rotta senza un adeguato comando, dotato di competenza ed abilità". Con questa riflessione Vieri Tolomei ci offre degli interessanti spunti di riflessione sulla necessità di modificare la nostra Costituzione. La crisi che il nostro Paese sta attraversando oramai da qualche anno non è infatti di sola natura economica, ma è anche una crisi di idee e di prospettive con una inevitabile spaccatura tra cittadini e politici. Ora dobbiamo cambiare assolutamente la nostra Carta se vogliamo rimanere in Europa, ma anche, paradossalmente, se ne vogliamo uscire, perché questa alternativa richiede ancora maggior coraggio e rapidità di decisione. La maggior parte delle leggi, già le fa, ed ancor più le farà, il Parlamento Europeo. A cosa serve dunque la centralità del Parlamento italiano? E la Corte Costituzionale potrà continuare ad esaminare e magari dichiarare incostituzionale una o più norme emesse da un Parlamento obbligato da una direttiva europea? Come è possibile che da quando siamo entrati in Europa non ci si sia accorti che una Costituzione nata per uno Stato con pieni poteri non era più idonea a disciplinare uno Stato che li stava perdendo?