Alleli Research Libri
Libri pubblicati nella collana Alleli Research con argomento Berlino
Berlin transfert. Un atlante di idee estetiche Conrad-Bercah Paolo Mosco V. P. (Cur.) - Letteraventidue, 2021 - Alleli/Research
"Berlin transfert" è un esperimento aperto. Un architetto attivo oggi a Berlino legge il lavoro di alcuni colleghi cittadini che trova intrigante. L'operazione può essere letta come un transfert sui generis rispetto alla forma di architettura perché generata dal confronto esplicito con tutti i non detti latenti nel loro lavoro di cui cerca di chiarirne il significato culturale non esplicitato o per evidenziarne le potenzialità ancora inespresse, secondo il modello della filosofia di Feuerbach che considerava la filosofia stessa null'altro che la capacità di sviluppare e rielaborare idee prodotte da chi lo aveva preceduto. Il transfert ha inoltre generato un atlante di idee estetiche che aspira a fornire una nuova forma di vita per la forma di architettura, rinnovandola. Nè il transfert né l'atlante sono stati programmati dall'autore a cui non rimane altra scelta, per poter continuare a svolgere la professione, se non quella di rendere l'operazione manifesta per liberarsi dei fantasmi e del pathos warburghiano delle immagini che rimangono i veri burattinai romantici, e in disturbabili, dell'operazione svolta. Quest'ultima rivela un urgenza non più procrastinabile: quella di discutere la necessità per la forma di architettura contemporanea di ospitare al suo interno diverse temporalità per essere in ritardo all'appuntamento con l'ideologia e la retorica del momento, ma puntuale all'unico appuntamento importante per sé stessa: prescindere dagli stili per dialogare con il tempo attraverso arabeschi di forme temporalizzate capaci di offrire una testimonianza sulla questione del tempo. Una testimonianza capace di riappropriarsi senza mimetismi delle rovine della storia, che vivono nel kairos e non nel kronos.
Berghain. Per un'architettura del perforante Simioli Salvatore - Letteraventidue, 2018 - Alleli/Research
Ad oggi il Berghain rappresenta molto di più di un singolare fenomeno sociale: la scriteriata selezione al suo ingresso, l'assenza di specchi al suo interno, così come il divieto a fotografare e catturare ogni soggetto, non sono solo alcune delle caratteristiche che hanno contribuito alla sua mitopoiesi, compongono anche un assemblaggio di spazio e corpi al cui interno viene spezzato il circolo vizioso per il quale il consumo si definisce come la continua e relativa cattivazione e liberazione degli istinti. In un'epoca in cui all'architettura non sembra esser destinato alcun ruolo attivo nella dissipazione delle istituzioni che assoggettano i corpi, il Berghain pone all'architetto una questione fondamentale: come ripensare la disciplina in virtù delle sue potenzialità latenti, emancipandola dalla retorica della bellezza per renderla funzionale meno alla ripetizione continua dello status quo, che ad un'emancipazione collettiva. Prefazione di Claudio Kulesco.