Biblioteca Austriaca Libri
Libri pubblicati nella collana Biblioteca Austriaca con argomento Soci
La via della schiavitù Hayek Friedrich A. Von - Rubbettino, 2011 - Biblioteca Austriaca
Qual è la lezione che questo libro destina al mondo occidentale dell'epoca e al tempo stesso - per l'attualità delle sue intuizioni - concede in eredità ai contemporanei? Semplicemente che non può esservi alcun compromesso tra la libertà e i diritti "sociali" degli individui. Il fascismo, il socialismo, il nazismo, il comunismo, totalitarismi che, secondo Hayek, conducono alla via della schiavitù, sembrerebbero ormai appartenere ai residui del "secolo breve". Questi regimi dispotici non hanno saputo adattarsi alle sfide della modernità, e quindi hanno dovuto soccombere sotto il peso delle loro nefandezze etiche e inefficienze economiche. Mentre il sistema democratico, insieme al mercato, si sono rivelate le soluzioni più idonee, seppure in sé imperfette, per il mantenimento e il miglioramento degli equilibri politici e per il progresso morale e materiale della società civile. Emerge, però, la delusione dell'autore nei confronti del destino storico della democrazia. La radice delle sue distorsioni originarie sta proprio nell'opposizione dei popoli all'idea di libertà, che si manifesta nell'anelito masochista alla schiavitù. Il problema sollevato da Hayek - perché emergono i peggiori ovvero, per contro, soccombono i migliori - costituisce uno dei maggiori crucci per i cittadini del nostro tempo, la causa della loro delusione e del loro distacco dalle istituzioni politiche. Prefazione di Raffaele De Mucci.
Socialismo. Analisi economica e sociologica Mises Ludwig Von Infantino L. (Cur.) - Rubbettino, 2020 - Biblioteca Austriaca
"Socialismo" è l'opera più strettamente legata al nome di Ludwig von Mises, figlio della Grande Vienna ed esponente di primo piano della Scuola austriaca di economia. L'originaria pubblicazione è stata accompagnata da un lungo e vasto dibattito fra gli esponenti più avvertiti della cultura liberale e di quella socialista. E il testo si è consacrato nel tempo come un classico, come un imprescindibile punto di riferimento, a cui hanno attinto generazioni di studiosi. Quella di Mises si può considerare come la più devastante critica che sia stata formulata nei confronti del collettivismo. L'analisi di Mises fornisce la rigorosa dimostrazione dell'impossibilità del calcolo economico in una società che abbia soppresso la proprietà privata e, con essa, il mercato e il sistema dei prezzi. Non è quindi senza ragione che Oskar Lange, economista di ispirazione socialista, non ha esitato ad affermare che spetta interamente al professor Mises il merito di avere costretto i sostenitori del piano unico di produzione e distribuzione a misurarsi con il problema del calcolo economico. Mises è andato tuttavia ben oltre. Studioso di estese conoscenze, ha impiegato un ricco repertorio di strumenti per evidenziare il legame esistente fra economia di mercato, libertà individuale di scelta e istituzioni democratiche. Ha mostrato così l'indissolubile rapporto che unisce il collettivismo economico a quello politico. Ha gettato luce sul fatto che la proprietà privata può essere direttamente soppressa o può essere «sterilizzata»; il che avviene mediante un sistema di interventi e di misure che ne rendano, com'è accaduto sotto il nazionalsocialismo, esclusivamente formale l'esistenza. Ha inoltre visto, anticipando una letteratura che si è sviluppata in epoca posteriore all'apparizione della sua opera, l'origine del totalitarismo nella promessa di «salvezza», con cui al collettivismo viene affidata la missione di riplasmare l'uomo e il mondo. In aggiunta a ciò, attraverso una straordinaria e sistematica gamma di riflessioni, il libro getta una potente luce sull'opera di dissipazione delle risorse, posta in essere da schiere di «redistributori». Oltre a conseguire l'esatto contrario di quel che promettono, costoro aprono la strada, con l'illusione che possa essere «mite», a un potere «immenso» e «minuzioso». Prefazione di Friedrich A. von Hayek.
Le ragioni degli individui. L'individualismo metodologico di Raymond Boudon Di Nuoscio Enzo - Rubbettino, 1996 - Biblioteca Austriaca
Raymond Boudon ha elaborato una metodologia individualistica secondo la quale per esaminare un fenomeno sociale, qualunque esso sia, occorre prima di tutto comprendere le buone ragioni che gli individui hanno per compiere un'azione o per aderire a una credenza per poi spiegare come l'aggregazione delle singole azioni produce degli effetti perversi, cioè degli esiti non voluti. L'impresa boudoniana finisce inevitabilmente per investire aspetti fondazionali delle scienze sociali, rappresentando uno dei più rilevanti tentativi di rinnovare la sociologia e la metodologia delle scienze sociali contemporanee. Questo lavoro analizza la metodologia e la filosofia delle scienze sociali di Boudon con l'intento di ricostruire la sua strategia epistemologica.