Dissertazioni Conferme Libri

Libri pubblicati nella collana Dissertazioni Conferme con argomento Benevento

Pro rogitum Beneventi. Duchi, marchesi e cardinali nei documenti degli archivi. Vol. 2 libro
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LIBRO   9788872974568

Pro rogitum Beneventi. Duchi, marchesi e cardinali nei documenti degli archivi. Vol. 2 Bascetta Arturo  Cuttrera Sabato   -  Abe, 2022  -  Dissertazioni & Conferme

Sono documenti tratti dagli Archivi Beneventani e dei paesi della Montagna di Montefusco da dove si erano trasferiti quasi tutti i nobili prendendo la via di Napoli per vivere la vita della capitale. In loco avevano nominato fidati agenti per la riscossione dei censi, solitamente da pagarsi entro la Vigilia di Natale e, in altri casi, specie per affitti di masserie o frutteti, o terziaria sul raccolto, durante il mese di luglio. Una pressione fiscale che aumentava sempre di più e, laddove i feudi rendevano poco, i titolari lievitavano indiscriminatamente il valore del bene, come accade oggi agli speculatori in borsa, per effettuarne infinite compravendite. È quello che accadde a Chianche, Torrioni, Prata, Arpaise, Ceppaloni e Torrioni. A Chianche avvenne dopo la vendita indiscriminata del feudo passato da Giovanbattista Manso (1593) a Beatrice de Guevara (1607), moglie di Enrico de Loffredo, Marchese di Sant'Agata. Il feudo dell'antica Planca, unito a Bagnara nella prima metà del 1700, appartenne al Duca della Castellina Giovanni Battista Zunica, l'ultimo della famiglia a possederlo. Ritroviamo proprietario del feudo di Chianca. Ma sono tantissimi i documenti trascritti e inseriti nel volume, da quelli del Marchese Paulillo di Amalfi e Petruro, a quelli dei Duchi Perrelli di Toccanisi, Chianche, Bagnara, così del mulino sul Sabato, fra Altavilla e Tufo, del Duca di Monestarace. Singolari le carte rinvenute del Monte del Cardinale e sulla cartiera-gualchiera sotto Ceppaloni e Barba, in direzione di Beltiglio, dove affiorano le pretese del Duchino e Cavaliere di S.Caterina, da cui il matrimonio del Duca fatto Cavaliere a Malta, che portò Perrelli e Zaza a perdere i feudi della Montagna. I codicillo su altri feudi, come quello di Cervarulo di Mercogliano, da Pietrastornina a Pannarano e Tufara Valle, riportano a riscoprire i meccanismi feudali fra Sabato e Calore.

€ 55.00 € 52.25
LIBRO   9788872972380

Noterelle beneventane: cavalieri, scudieri e intrallazzi di angioini e aragonesi Bascetta Arturo   -  Abe, 2021  -  Dissertazioni & Conferme

Per comprendere questi ultimi passaggi storici, va accettata la tesi che, prima della divisione, erano uniti tutti i paesi della Montagna, sia del versante dei Caracciolo, da Torrioni a Casalbore, come del versante di Montemiletto e Montaperto. Casali, questi, dove il signorotto di turno pensava solo a riscuotere il Laudemio, cioè la quartame partem praedj vulgo dictam quarteria loco laudemii sive quinquagesimae, et hoc non sive violentia, ac propria autorità, lacerando ancora di più i paesi. Non solo. Le nuove ripartizioni finirono per dividere gli stessi Casali della Montagna da Montefusco: Toccanisi, Torraioni, Bagnara, S.Giacomo, Mont'Orzo, Monti Rocchetto, Montefuscoli, S.Pietro Intellicato, S.Maria a Tuoro, S.Marco à Monti, Casale nuovo, come si rileva dal Catasto del Castello di Toccanisi, da sempre unito a S.Angelo di Torrioni, e non a Torrioni di Tufo, che appartenne al gruppo dei feudi dei "di Tocco", Conti di Montaperto e del Calore. Gravi danni subì Benevento per due mesi per via dei 7000 soldati spagnoli che andarono via il 1 novembre 1528, quando si cantò la litania. A dicembre del 1529 la città tornò sotto l'ubbidienza della Chiesa con Clemente VI. Nel 1530, scaduto il governariato di Girolamo, il papa nominò Ferrante Gonzaga a governatore, fratello di Federico, il quale, il 25 marzo, per concesione di Carlo V scambiò titolo di Marchese Mantova con quello di Duca e non più per un solo anno, ma vita natural durante, da governatore e luogotenente castellano.... Il Conte Roberto Boschetto nel 1512 partecipa alla battaglia di Ravenna; viene armato cavaliere per il valore dimostrato nello scontro e l'anno dopo è inviato da Trivulzio «presso l'imperatore Massimiliano d'Austria al fine di ottenere il riconoscimento di Mirandola a loro favore. La signoria della città è, invece, assegnata a Giovan Francesco della Mirandola, mentre al pupillo di Roberto Boschetti, Galeotto della Mirandola, è assicurata quella di Concordia. Passa al servizio di Giuliano dei Medici. A Modena per fungere da paciere tra le fazioni dei Rangoni, dei Tassoni, dei Carandini e dei da Fogliano, divisi tra partigiani del pontefice e sostenitori dell' imperatore e degli estensi. Sempre in Modena presenzia ad una cerimonia religiosa con il nuovo governatore pontificio Fabiano Lippo. Prende parte al successivo consiglio generale cittadino. Viene inviato dal luogotenente di Piacenza Goro Gheri presso Giuliano dei Medici. Alla morte di Giuliano dei Medici si trasferisce agli stipendi del papa Leone X, sempre di casa Medici».147 Nel 1516 ancora combatteva al fianco di Francesco Maria della Rovere nel ducato di Urbino al comando di 2000 fanti, di cui 800 fra corsi e spagnoli. Ottenuto per accordo Maiolo, assediò San Leo e si impadronì del monte sopra la rocca... Nel 1517 si porta ad Ancona come commissario pontificio. Ha il compito di provvedere all' approvvigionamento di tutto l'esercito pontificio nella guerra provocata dal della Rovere. E' inviato a Roma dal cardinale di Bibbiena Bernardo Dovizi per perorare la causa dei Bentivoglio che desiderano rientrare in Bologna. Gli viene concessa la cittadinanza di Ancona. Si sposta in Toscana e controlla nel Casentino i movimenti del della Rovere. Al termine del conflitto è scelto dal duca di Urbino Lorenzo dei Medici come viceduca e suo luogotenente nel ducato. Partono da questo strano personaggio le storie descritte in questo viaggio nel pieno medioevo nella Benevento dei Papi, dove nessuno si era inoltrato così nel profondo, studiando documenti angioini e aragonesi che hanno condotto l'autori a conclusioni a volte diverse sulla storia degli stati della Chiesa.

€ 49.00 € 54.00
LIBRO   9788872973110

Pietrastornina fortezza magica: la medicina popolare temuta dai Papi e distrutta dai Rettori di Benevento. Atti inediti dei processi a Mabilia e Gundrada accusate di magia per aver diffuso la peste nera nello Stato Pontificio del Trecento Bascetta Arturo   -  Abe, 2026  -  Dissertazioni & Conferme

I Rettori di Benevento identificarono nelle montagne di Pietrastornina la risorsa economica da colpire attraverso una tassazione punitiva. L'operazione fu quella di accusare le donne del paese di magia perché vendevano decotti e erbe medicamentose a Benevento. Radici Nigre, Mandragora, Consolida... Dal punto di vista botanico e farmacologico dell'epoca, Pietrastornina fu all'avanguardia nella medicina del Medioevo. Basti pensare che la vita media, ancora nel Seicento, sfiorava i 90 anni e il paese era conosciuto come la capitale delle nutrici per aver allattato la nobiltà di Napoli. Qui si coltivavano piante ad alto potenziale alcaloide e curativo che crescevano spontanee tra i boschi di Pietra Castagnara e venivano conservate in grotte e caverne sotto la roccia e lungo il percorso del Sabato, ostruite dai Beneventani nel Trecento. Le radici di Mandragora, di colore bruno-nerastro, erano il pilastro della farmacopea medievale per proprietà anestetiche. Così le bacche di Solatrum, l'erba Morella, con le radici narcotiche. E' il trionfo della Medicina sulla Religione, quella che vinse la battaglia della sopravvivenza a Benevento fino al giorno della Peste Nera, quando due 'Mavane' di Pietrastornina, Mabilia e Gundrada, furono accusate di aver unto le Porte di Benevento nel giorno del morbo. Da qui la scomparsa della medicina popolare di donne così coraggiose da sfidare l'onda pestifera e subire i processi dei Rettori romani che ostruirono finanche le caverne della Roccia per nascondere ai posteri cocci e scienza medievale della Pietra di San Biagio dedicata alla Dea Rumilia...

€ 39.00 € 44.00