Imago Libri
Libri pubblicati nella collana Imago con argomento Arte
Le diarchie dell'arte. Tra estetica ed etica, immagini e realtà, macchine artificiali e pittura Correggia Francesco - Mimesis, 2015 - Imago
La prospettiva con cui finora abbiamo osservato e interpretato la dimensione di ciò che chiamiamo arte induce a un ripensamento della sua stessa parola, dei suoi termini, del suo rapporto con la storia. L'autore attraverso un confronto con la filosofia, l'antropologia e le teorie dell'immagine affronta alcune questioni problematiche dell'arte contemporanea soprattutto per quanto attiene l'avvento dell'era cibernetica e dell'intelligenza artificiale. La pretesa del contemporaneo è costruire mondi senza necessariamente ricorrere allo status dell'opera. In questo senso il mondo dell'arte finisce per creare diarchie impensabili prima; un sistema gerarchico fatto di chiusure e generalizzazioni anziché favorire un'intesa con il pubblico. In questo senso l'autore ci invita a ripensare il concetto di opera non solo in quanto fare, rappresentazione o presentazione del mondo, ma anche come virtù, universo simbolico, relazione con l'altro, responsabilità dell'artista. Oltre a presentarsi come una riflessione teorica sulle problematiche attuali dell'arte il libro offre una panoramica sui movimenti più importanti dell'arte moderna e contemporanea. È da un universo dominato dalle immagini e da una sfida radicale al concetto di rappresentazione che il volume, a partire dal Novecento, propone una rilettura inedita della pittura in un colloquio ininterrotto con la sua storia, illustrandone limiti e punti di forza.
Roma città dell'anima. Viaggiatori, accademie, letterati, artisti.. Ediz. illustrata Mammucari Renato - Edimond, 2008 - Imago
Per tutto il secolo passato il Bel Paese è stato tappa d'obbligo e meta prediletta di artisti e letterati che lo "invadevano" arrivando da ogni parte d'Europa. Roma, poi, "una città di provincia mal tenuta", secondo l'ironica definizione del Taine, rappresentava per lo scrittore americano Henry Adams "il vizio più violento del mondo", e chi veniva nella Città eterna alla ricerca dei fondali rappresentati dalle basiliche, dai palazzi, dalle piazze e dai suoi melanconici paesaggi rimaneva ben presto affascinato dal popolo che l'abitava, dai costumi, dalle usanze, dalle tradizioni da immortalare con la matita o il pennello e, da lì a poco, con la carta emulsionata. Ciò che spingeva l'aristocratico inglese, francese o tedesco che fosse a "correre da un capo all'altro del mondo", come annotava nel 1580 Montaigne nel suo" Journal de voyage en" era un crogiuolo di curiosità intellettuali, di inquietudini se non addirittura di malinconia che solo il sogno italiano poteva lenire. Questi viaggiatori, è bene tener presente, non avevano fretta, non erano loro a entrare nel viaggio già organizzato da altri, ma era questo a penetrare in loro. Bevendo direttamente alla fonte, ne condizionavano la scelta degli itinerari, le soste e soprattutto la durata di queste; e alla fine del più o meno lungo peregrinare, come scrisse Stendhal, non rimaneva loro che desiderare "dopo aver visto l'Italia, trovare a Napoli le acque del Lete, dimenticar tutto e ricominciare il viaggio e passar così la vita intera".