Improvvisi Libri
Libri pubblicati nella collana Improvvisi con argomento Verdi Giuseppe
Il valzer delle camelie. Echi di Parigi nella Traviata Sala Emilio - Edt, 2008 - Improvvisi
Qual è il ruolo di Parigi, e in particolare del suo "paesaggio sonoro", nella "Traviata" di Giuseppe Verdi? Il compositore vi giunge per la prima volta nel 1847, pochi mesi dopo la morte (a ventitré anni) di Marie Duplessis, la celebre cortigiana ammalata di tisi ed emblema di quell'effimero metropolitano, gaudente e disperato, nel cui clima fiorirono un po' tutte le "signore delle camelie". A Parigi Verdi rimane per quasi due annii: lì avvia la relazione con Giuseppina Strepponi, lì si immerge nel "popoloso deserto" del boulevard, frequentando assiduamente i teatri popolari, nei cui drammi la musica di scena era largamente utilizzata, sia come strumento di intensificazione emotiva e di spettacolarizzazione, sia con la funzione di memoria interna. E proprio in uno di questi teatri che, con ogni probabilità, Verdi assisterà alle prime rappresentazioni del dramma "La dame aux camélias" di Alexandre Dumas. Attraverso una ricerca "sul campo" di stampo indiziario, Emilio Sala tenta di interpretare "La traviata" ricostruendo il ricco "sistema di rappresentazione" (musicale e non solo) di cui fa parte; un sistema che ha radici proprio nei teatri popolari del celebre Boulevard du Temple, e in cui il "moderno" baudelairiano - il transitorio, il fuggitivo, il contingente - si coagula intorno a delle costanti che ritroveremo tutte nell'opera di Verdi: il valzer e la polka, l'uso di un "motivo di reminiscenza" per dipingere la morte musicale, la festa rumorosa come palliativo e narcotico per il male di vivere.
Verdi. Interviste e incontri Conati Marcello - Edt, 2000 - Improvvisi
A distanza di un secolo dalla scomparsa del grande compositore, conosciamo assai meglio la sua figura attraverso la sua opera che nel profondo della sua personalità. "E' molto più facile penetrare nei segreti militari del Pentagono o del Cremlino, o nella clausura d'un convento di trappisti che nell'animo di Verdi", ammonisce infatti l'autore facendo proprie le parole di Massimo Mila. Per tentare, almeno, di violare quei segreti Conati usa soltanto la forza di una documentazione preziosa, vagliata e documentata, con l'ambizione di accertare obiettive verità storiche al di là di ogni tendenziosa deformazione, sfatando leggende e luoghi comuni che troppo a lungo hanno determinato una visione incompleta del nostro autore melodrammatico.