La Memoria Narrata Libri
Libri pubblicati nella collana La Memoria Narrata con argomento Te
Orgoglio 1943 Buffardi G. (Cur.) D'agostino G. (Cur.) - Edizioni Scientifiche Italiane, 2019 - La Memoria Narrata
Questo volume si realizza sotto il segno e lo stimolo di due occasioni importanti: il 76° anniversario delle Quattro Giornate di Napoli (1943) e il compimento del 55° anno dalla nascita dell'Istituto Campano per la Storia della Resistenza (1964) e dunque della sua operosa esistenza. Vi mettono mano, anzi vi si applicano, come in una composizione a quattro mani, la direttrice, Giulia Buffardi, e il presidente, Guido D'Agostino, dell'istituto stesso e raccordati nel e dal comune sentire politico e culturale. Quanto ai contenuti, sono stati raccolti e coordinati attingendo alla poesia, alle interviste e alle testimonianze di protagonisti degli eventi, nonché alle analisi e giudizi elaborati in sede storiografica (prima e seconda sezione del volume, a opera di Giulia Buffardi); ma sono anche frutto della personale riflessione e del costante richiamo ai modi e ai fini della memoria, pubblica e privata, nel suo riproporsi anno dopo anno (terza sezione, di Guido D'Agostino), nonché dell'attenzione riservata al lavoro di altri autori sul tema.
Lo spettacolo asservito. Teatro e cinema in epoca fascista Iaccio Pasquale - Edizioni Scientifiche Italiane, 2020 - La Memoria Narrata
Lo spettacolo è stato un cardine del consenso durante il fascismo. Il volume ricostruisce il meccanismo di censure, di lacci e lacciuoli con cui il regime imbrigliò ciò che gli spettatori vedevano sulla scena e sugli schermi italiani. L'abbandono di una pratica personalistica nell'ambito della politica culturale si ebbe nel passaggio dagli Anni Venti agli Anni Trenta, gli anni della «normalizzazione». Si passa dalla pratica della repressione e dell'improvvisazione a quella del consenso e del coinvolgimento o - per dirla in altro modo - dalle passioni, dai sogni, dai progetti (di tanti intellettuali e cineasti di belle speranze) alle pratiche istituzionali, agli enti ministeriali, ai burocrati. Il 1931 segna l'inizio della svolta in tutti i settori della comunicazione e dello spettacolo; nel cinema e nel teatro in primo luogo. Il regime interviene a favore di un sistema misto in cui lo stato, forte di un controllo sui vari passaggi della produzione, si attribuisce il ruolo di indirizzo ideologico e di promotore finanziario. Rispetto al passato, lo stato adegua la revisione teatrale a quella cinematografica, nel senso che istituisce un ufficio ministeriale di censura preventiva affidato a un censore unico. Il disegno è uniformare le diverse branche dello spettacolo, secondo un unico criterio censorio, sotto la supervisione del duce. Da allora in poi ogni decisione veniva presa attraverso una catena che partiva dal censore, passava per il ministro competente e arrivava su fino al giudizio insindacabile di Mussolini. Il risultato del lavoro sotterraneo della censura, aggiunto a quello palese degli altri organismi creati all'occorrenza, fu di addormentare più di una coscienza e di soffocare la vitalità dello spettacolo italiano. Singoli casi di autonomia intellettuale - pochi in verità - valgono per quello che sono: splendide testimonianze individuali. Il costume del bastone (censura) e della carota (sovvenzioni) fu il sistema che il regime mise in atto per ottenere ciò che più gli stava a cuore: acquiescenza, autocensura, conformismo, compromissione, adulazione a cui fu ridotto lo spettacolo italiano.
Il mondo capovolto. Voci e tracce del '68 e dintorni attraverso le esperienze del Liceo Classico Sannazaro di Napoli Rovinello M. (Cur.) Chiocchio S. (Cur.) - Edizioni Scientifiche Italiane, 2019 - La Memoria Narrata
L'anniversario ci consente, e questo volume nasce proprio da queste premesse, di riflettere sull'esperienza importante del Sessantotto visto da Sud e, in particolare, da Napoli, offrendo ulteriore prova di quanto sia errata la tesi di chi sostiene che la città sia arrivata sempre in ritardo ai grandi appuntamenti della storia. Essa è stata, piuttosto, partecipe e spesso protagonista, talvolta motore e laboratorio politico, dei passaggi salienti della storia repubblicana. La vitalità culturale e politica di quegli anni è testimoniata dalla presenza nel movimento studentesco di molte forze attive sia provenienti dall'esperienza cattolica sia dalle fila della sinistra capaci di promuovere un vivo dibattito anche grazie alla pubblicazione di opuscoli e giornali studenteschi. La ricerca oggetto di questo lavoro valorizza testimonianze orali e fonti documentarie custodite nelle attuali case di quanti furono negli anni Sessanta giovani studenti, che con lungimiranza erano riusciti a sottrarle alla forza distruttrice del tempo o delle madri ansiose di fare ordine, o a quella degli addetti ai traslochi, talvolta collocandole negli scaffali di qualche scantinato o in archivi privati.