Le Terre Libri
Libri pubblicati nella collana Le Terre con argomento Arte
I Marmi del Partenone. Le ragioni della loro restituzione Hitchens Christopher - Fazi, 2009 - Le Terre
L'apertura nell'estate del 2009 del Nuovo Museo dell'Acropoli di Atene rappresenta un'imperdibile opportunità per riproporre all'opinione pubblica la questione della restituzione dei marmi del Partenone (noti anche come "marmi Elgin", dal nome dell'ambasciatore inglese che fece asportare i fregi) alla Grecia. Tale esproprio è sempre stato sentito come una violenza contro il popolo ellenico e ha suscitato l'indignazione del mondo intellettuale. Già Lord Byron, assistendo alla raccapricciante scena dei marinai inglesi che rimuovevano, a colpi di piccone, le metope del Partenone, aveva definito la sua terra d'origine come una "nazione di orgogliosi bottegai". Eppure, in tutti questi anni, la riconsegna dei marmi è sembrata un traguardo irraggiungibile. L'obiezione che il comitato direttivo del British Museum ha perennemente opposto - ovvero che Atene non possedesse un museo adeguato a ospitarli - trova oggi un'esaustiva risposta. Proprio ora che la questione della restituzione delle opere d'arte ai paesi d'origine sta assumendo una rilevanza internazionale e si sta trasformando in uno scottante problema politico. Questo libro, grazie alle lucide argomentazioni di Hitchens, offre un contributo notevole alla causa del ritorno dei fregi del Partenone alla Grecia, dimostrando quali furono i veri interessi in gioco di Elgin e dell'Impero britannico al momento della rimozione, quali gli errori commessi e i pregiudizi che hanno giustificato la mancata restituzione.
Il gioco delle evidenze. La dialettica dello sguardo nell'arte contemporanea. Ediz. illustrata Didi-Huberman Georges - Fazi, 2008 - Le Terre
Quel che osserviamo ha valore - ci colpisce, ci parla - perché ci riguarda. E se questo è vero, come pensare oggi le implicazioni estetiche, psicologiche, etiche dell'atto di guardare? Georges Didi-Huberman individua nei "guardanti" due atteggiamenti opposti ed egualmente insufficienti: uno sempre pronto a credere che quanto ha di fronte agli occhi conduca a un piano posto oltre la visione stessa; l'altro ancorato all'apparente evidenza di ciò che si guarda, alla tautologia, al "ciò che si vede è ciò che si vede" e basta. Posizioni che l'autore rintraccia nella storia dell'arte ma anche nella tradizione letteraria. Per superare questa dicotomia occorre immaginare un modo di guardare che non crede a ciò che vede ma neppure si limita alla pura esaltazione della superficie. Per confrontarsi con il movimento dialettico tra apparenza e profondità che abita ogni immagine, l'autore sceglie di misurarsi con un'opera che rappresenta un "grado zero" dell'iconografia, forse la creazione più essenziale che la scultura contemporanea abbia offerto: il grande cubo nero dell'artista americano Tony Smith. È davanti a quest'oggetto - al suo potere di fascinazione, alla sua inquietante alterità, alla sua potenza - che si può ripensare il rapporto tra la forma e la presenza. Dando una nuova lettura dell'arte minimalista e dei problemi teorici ed etici che essa ha sollevato, Didi-Huberman propone un'antropologia dell'immagine e un esame dei rapporti vivi fra l'opera e chi la guarda.
Una sensibile differenza. Conversazioni con artisti italiani di oggi Chiodi Stefano - Fazi, 2006 - Le Terre
Il volume raccoglie in interviste le parole di alcuni fra i maggiori protagonisti dell'arte italiana tra gli anni Novanta e Duemila, dai nomi più affermati ai talenti emergenti dell'ultima generazione, in modo da rappresentare la molteplicità di linguaggi, temi, interessi e scelte espressive originali che caratterizza il panorama delle arti visive nel Paese. Le interviste sono accompagnate da un corredo di illustrazioni in bianco e nero nel testo che aiutano a visualizzare le opere di cui vengono via via svelati gli aspetti più riposti o i tratti più inconsueti e interessanti.