Linguaggi Virali Libri
Libri pubblicati nella collana Linguaggi Virali con argomento Comuni
Il marchio demiurgo. Identità strategica nell'orizzonte estetico Giardina Antonella - Lupetti, 2011 - Linguaggi Virali
Il grande potere che i marchi esercitano oggi sui mercati finanziari non consente più di identificarli solo in quanto "segni" della comunicazione. Tale ambiguità apre un nuovo orizzonte epistemologico e spinge a chiedersi per mezzo di quali capacità i marchi siano riusciti ad assumere un'importanza cosi rilevante all'interno della nostra vita sociale. In un mondo dominato dalle potenze economico-finanziarie non ha più alcun senso continuare a intendere il marchio in funzione della sua utilità contingente o in riferimento a quella bellezza formale che un tempo gli valse la qualifica di "segno principe" delle attività di Visual e Corporate Identity. Questo libro intende porre l'accento sulle implicazioni antropologiche che scaturiscono dall'incontro tra le sofisticate strategie di comunicazione orchestrate dai marchi commerciali e la dimensione percettivo-estetica dell'uomo che, inevitabilmente, le accoglie e le fa proprie, interiorizzandole. Il potere esercitato dal marchio sulla nostra identità individuale sarà tanto più grande quanto più gli sarà concesso di imporre la sua impronta sulla nostra capacità di provare sensazioni, emozioni, sentimenti e desideri. Ecco, allora, che le suggestioni offerte dai marchi di ultima generazione - marchi sonori, gustativi, olfattivi e tattili interessano l'intera specie umana e non solo una certa area di competenza professionale. È lecito che un'impresa registri, come proprio marchio commerciale, l'odore dell'erba appena tagliata o il canto di un gallo?
L'ideogramma al neon. Pubblicità, comunicazione e lifestyle in Cina Pietrasanta Barbara - Lupetti, 2009 - Linguaggi Virali
La Cina è un mondo che si è sviluppato repentinamente secondo i canoni occidentali, in una scala spettacolare e in una sorta di multimedialità esasperata, senza controllo, dopo migliaia di anni di chiusura al mondo "altro" considerato dai cinesi un "mondo di barbari". Oggi, il processo di globalizzazione coinvolge tutti i livelli della comunicazione al fine di imporsi in modo sistematico e di "spalmarsi" trasversalmente, rompendo ogni barriera territoriale. Ma il veloce correre dell'economia e delle "colonizzazioni" di mercato non procede di pari passo con il cambiamento culturale e non corrisponde ai reali bisogni delle nuove popolazioni che vengono travolte da oggetti e immagini. In Cina, il linguaggio prevalente è quello delle immagini, ma anche quello uditivo e olfattivo, in un impatto multisensoriale. Colpiscono le visioni di giganteschi cartelloni pubblicitari montati su mostruosi tralicci o building di cinquanta piani e i vistosi ideogrammi delle insegne al neon. Però molti dei messaggi veicolati perdono senso perché sono presi a prestito dal mondo occidentale e si aggirano nelle realtà urbane come spettri virtuali. Si creano inevitabilmente nuovi modelli, si impongono nuovi lifestyle, guidati, in primo luogo, dall'aspetto estetizzante.
Cantare il tempo e l'essere Fiorani Eleonora - Lupetti, 2019 - Linguaggi Virali
Evocare la voce, mentre siamo smarriti nella babele dei segni e nel proliferare dei linguaggi sempre più svuotati di senso e interrogarsi sulle ragioni e sull'urgenza del suo riapparire, del suo farsi visibile in un'epoca di tramonto della società e della civiltà letteraria quale è stata la nostra, e in parte lo è ancora, non rimette solo in causa la sua differenza con la scrittura, il suo passare dall'apparire e svanire nel tempo al permanere nello spazio e al diventare memoria, ma ci riporta e ci induce a risalire al suono, alla dimensione sonora e musicale dell'essere delle cose e di noi e al valore che la musica ha nella storia e nelle diverse culture e epoche, al fatto che dovunque la lingua viene meno incontriamo le sonorità e la musicalità di noi stessi, delle cose del mondo. La musica è «un ripresentarsi del prima della lingua dopo la lingua, dell'origine dopo l'odissea». È evocare la memoria della natura che affiora nei ritmi e nei canti. Per questo la corrispondenza tra poesia e musica rinvia dall'uno all'altra la domanda sull'origine e il sogno della redenzione. L'origine risuona nella natura come voce senza lingua, vento senza destinazione, lamento senza pianto. Nella voce affiorano le passioni, i sentimenti. Essa è l'articolazione dell'interiorità, è il farsi corpo e materia sonora dell'anima.