Miniature Libri

Libri pubblicati nella collana Miniature con argomento Pontormo Jacopo

Prossime uscite della collana Miniature

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791254723494 Lettere, riflessioni, testimonianze
  • 9791254723487 La scuola di New York
  • 9791254723401 Giotto
  • 9791254723395 Estetica dei visionari: Daumier, Rembrandt, Piranesi, Turner, Tintoretto, El Greco
  • 9791254723388 Il pittore della vita moderna
  • 9791254723371 Favole e facezie
  • 9791254723302 Saggio sul gusto
  • 9791254723296 Parmigianino, «peritissimo alchimista»
  • 9791254723289 Proposte per una critica d'arte
  • 9791254723180 Il movimento di Corrente
Diario libro
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LIBRO   9791254720493

Diario Pontormo Jacopo   -  Abscondita, 2023  -  Miniature

All'epoca del Diario, perlomeno delle tre annate (1554-1556) che sono giunte sino a noi, Jacopo Carrucci detto il Pontormo ha passato la sessantina e sta affrescando il coro in San Lorenzo a Firenze, andato distrutto attorno al 1738 e del quale non ci resta dunque altra diretta testimonianza che una trentina di disegni. È la fatica suprema della sua vita; stanco e mezzo infermo la porta innanzi da solo. I giorni in cui può lavorare registra nel diario d'aver compiuto questa o quella parte d'una o d'altra figura, e a maggior chiarezza ne schizza qualche tratto. La materia del Diario potrebbe raccogliersi sotto tre punti: le annotazioni del lavoro agli affreschi in San Lorenzo; quelle dei cambiamenti del tempo in rapporto ai propri malanni, che il Pontormo descrive con cinico compiacimento verbale; e i bollettini ossessivi e meticolosi di ciò di cui in quel determinato giorno Pontormo si è nutrito (quando non è costretto a digiunare). Nella sua segregazione popolata di gigantesche forme in disfacimento, agitata di gesti che paiono brancolamenti sovrumani, i suoi amici vanno a cercarlo, quasi con uno sgomento di saperlo là solo, con un senso di carità ma importuna ed inutile: come se lo volessero riportare indietro, dove egli non ha più ragione di stare, dove rifiuta di stare. Con uno scritto di Emilio Cecchi.

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LIBRO   9788884160751

Diario Pontormo Jacopo   -  Abscondita, 2005  -  Miniature

All'epoca del diario o, per esser più esatti, delle scarse tre annate (1554-1556) che ce ne rimangono, Jacopo Carrucci detto il Pontormo ha passato la sessantina. A quel tempo, il Pontormo finisce d'affrescare il coro in San Lorenzo, poi scialbato nel 1738 (o 1742?) e del quale non ci resta altra diretta testimonianza che una trentina di disegni. È la fatica suprema della sua vita; e stanco e mezzo infermo, la porta innanzi da solo. I giorni che può lavorare, registra nel diario d'aver compiuto questa o quella parte d'una o d'altra figura, e a maggior chiarezza li accanto ne schizza qualche tratto.

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LIBRO   9788884165138

Diario Pontormo Jacopo   -  Abscondita, 2017  -  Miniature

"All'epoca del diario o, per esser più esatti, delle scarse tre annate (1554-1556) che ce ne rimangono, Jacopo Carrucci detto il Pontormo ha passato la sessantina. A quel tempo, il Pontormo finisce d'affrescare il coro in San Lorenzo, poi scialbato nel 1738 (o 1742?) e del quale non ci resta altra diretta testimonianza che una trentina di disegni. E la fatica suprema della sua vita; e stanco e mezzo infermo, la porta innanzi da solo. I giorni che può lavorare, registra nel diario d'aver compiuto questa o quella parte d'una o d'altra figura, e a maggior chiarezza lì accanto ne schizza qualche tratto. In complesso, la materia del diario potrebbe raccogliersi sotto tre punti. Oltre alle annotazioni del lavoro agli affreschi in San Lorenzo; quelle dei cangiamenti del tempo in rapporto ai propri malanni, che il Pontormo descrive con cinico compiacimento verbale; e in terzo luogo, finalmente, meticolosi, ossessivi, i bollettini di ciò che in quel dato giorno egli ha mangiato (né più poveramente poteva mangiare); ogni tanto interrotti da digiuni. «Martedì [6 ottobre 1556] mi levai una hora inanzi dì, e feci quel torso del putto che ha el calice». A poche settimane dalla morte, è questo l'ultimo ricordo d'una figura da lui dipinta. Nella sua segregazione popolata di gigantesche forme in disfacimento, agitata di gesti che paiono brancolamenti sovrumani, i suoi amici vanno a cercarlo, quasi con uno sgomento di saperlo là solo, con un senso di carità ma importuna ed inutile: come se lo volessero riportare indietro, dove egli non ha più ragione di stare, dove rifiuta di stare. Come se lo scorgessero in gran pericolo, sul punto di precipitare da una di quelle altezze che si veggono in sogno: bussano, chiamano, bussano, e ancora si sentono quei rintocchi. Ma il vecchio pittore non risponde più." (Dallo scritto di Emilio Cecchi)

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