Officina Libri
Libri pubblicati nella collana Officina con argomento Alighieri Dante Divina Comm
La trilogia di Cacciaguida. Nucleo fondativo della «Commedia» e spazio metafisico per la missione poetica e profetica di Dante Luca Carmelo - Kimerik, 2024 - Officina Delle Idee
La Divina Commedia, che a buon diritto può essere considerata la sintesi suprema di un'intera civiltà, richiede un approccio critico-esegetico che, seppure fondato su presupposti di chiarezza e funzionalità di lettura, non penalizzi tuttavia la completezza e la specificità dei contenuti, e la molteplicità dei problemi e delle questioni che emergono dal testo. Pertanto, ci si è ispirati a questo postulato ermeneutico, privilegiando un'impostazione del lavoro finalizzata a fornire, soprattutto ai giovani lettori, la strumentalità tecnica, retorica e critica di base per una feconda operazione di decifrazione integrale dei vari significati del capolavoro dantesco. Non si è fatto solo riferimento, con adeguato rigore documentario, ai vari filoni degli studi critici e filologici su Dante, ma ci si è anche e soprattutto avvalsi delle analisi e interpretazioni testuali, tenendo presente principalmente il contesto storico e biografico in cui il poeta ideò e diede forma compiuta alla sua opera. Sulla base di questa impostazione metodologica ed esegetica, si è cercato di raggiungere l'unità dialettica tra vita, letteratura e cultura nella biografia storica e artistica dell'Alighieri, al fine di evidenziare le loro interconnessioni profonde e autentiche, e la loro interazione e illuminazione reciproca. Questo testo raggiungerà il suo scopo fondamentale se avrà indotto un solo lettore in più ad accostarsi alla Commedia con strumenti ermeneutici maggiormente adeguati e affinati, e con una coscienza critica più matura e penetrante.
Papi che leggono Dante. La ricezione dantesca nel magistero pontificio da Leone XIII a Benedetto XVI Merla Valentina - Stilo Editrice, 2018 - Officina
In un clima polemico tra cattolici e non cattolici, negli anni dell'Unità d'Italia, in cui una falange del patriottismo italiano aveva incasellato l'Alighieri sotto l'egida del ghibellinismo anticlericale, Leone XIII interviene assolvendo la Monarchia dalla colpa di eresia e ricollocando il pensiero di Dante in seno alla Chiesa. Sulla scorta di tale assoluzione, Pio X incentiva le iniziative per il VII centenario dantesco, Benedetto XV rivaluta il poeta con l'enciclica "In praeclara summorum" (1921), aprendo le porte al riuso che i pontefici successivi faranno del corpus degli scritti danteschi: Dante diventerà una auctoritas a supporto delle argomentazioni, per mezzo di una fitta trama di allusioni e citazioni. Nel 1965, in occasione del VI centenario dantesco, Paolo VI con la lettera apostolica "Altissimi cantus" definirà Dante teologo e Giovanni Paolo II si servirà della fonte dantesca non solo nei documenti del magistero, ma anche nella sua produzione letteraria, soprattutto nel Trittico romano.