Reverse Libri
Libri pubblicati nella collana Reverse con argomento Italia Contemporanea
Nostra incantevole Italia. Da Portella della Ginestra alla villa di Grillo, da Sanremo a Lampedusa, passando per Arcore e Dagospia: i luoghi che hanno cambiato la nostra storia Corrias Pino - Chiarelettere, 2018 - Reverse
Ci sono luoghi rimasti nella nostra memoria collettiva che hanno marchiato la storia di questo paese e quella di ciascuno di noi. Eventi a cavallo di più generazioni che, in una combinazione di tragedia e commedia, misteri e svelamenti, restituiscono il senso di quello che eravamo, che siamo, che saremo. Settant'anni di storia italiana da ritrovare e raccontare, coniugando cronaca e politica, per svelare aspetti ancora sconosciuti o troppo volutamente ignorati. La villa di Arcore, quella di Gelli e quella di Grillo raccontate da loro stessi, Ostia e l'ultima cena di Pasolini nella ricostruzione di Ninetto Davoli, Capaci e la cattura di Riina rievocate dal capitano Ultimo, i morti di Lampedusa nella testimonianza dei pescatori... Tutto si tiene, ciascuna storia ha un suo luogo e ha a che fare con il sangue, le miserie e i sentimenti della nostra vita. Dalla mafia del bandito Giuliano (la strage di Portella della Ginestra) a quella di Provenzano (la strage di Capaci), i depistaggi di piazza Fontana, insieme ai drammi di Cogne, di Vermicino, del Vajont, dell'Aquila, ai rimpianti del Lingotto e del lavoro che fu, e all'eterno rito del Teatro Ariston di Sanremo. Pino Corrias ha il gusto giornalistico, la passione civile e la qualità della scrittura per offrire un'inedita "geografia" del carattere e dell'identità degli italiani, facendoci da guida in un inquietante labirinto di storie e personaggi sempre carichi di nuove risonanze, e sul cui senso non possiamo smettere di interrogarci, nella speranza un giorno di rimettere l'Italia con la testa in su.
Prima che gridino le pietre. Manifesto contro il nuovo razzismo Zanotelli Alex Furlanetto Valentina - Chiarelettere, 2018 - Reverse
Questo libro racconta il razzismo di ieri e soprattutto di oggi, potente macchina del consenso. Missionario e attivista - da sempre convinto che "Dio è schierato, è il Dio degli oppressi, degli schiavi, dei poveri" -, Alex Zanotelli compone uno scritto politico che non è solo denuncia del presente ma contributo essenziale di conoscenza. È il precipitato di oltre cinquant'anni vissuti fianco a fianco con gli ultimi della terra, prima in Sudan poi in Kenya, in una delle infinite baraccopoli di Nairobi. È sorprendente leggere il racconto della quotidiana distorsione dei fatti, di cui ormai siamo vittime, spesso inconsapevoli. È decisivo restituire una storia ai popoli in fuga, per capire quello che sta succedendo, perché di quella storia siamo responsabili. Ricordando la "santa collera" del pastore luterano Kaj Munk; il Sanctuary Movement che, a partire dagli Stati Uniti, ha trasformato le chiese in rifugi protetti; il primo sciopero dei braccianti africani, guidato dallo studente di ingegneria e lavoratore nei campi Yvan Sagnet, fino all'esperienza di Riace, Zanotelli tira le fila di un'Italia impegnata e rilancia con forza il valore politico della disobbedienza civile.
Dopo di Lui il diluvio Beha Oliviero - Chiarelettere, 2010 - Reverse
"Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra..." scriveva Giuseppe Tornasi di Lampedusa, e dalla parafrasi dell'immortale "Gattopardo", nella quale gli "sciacalli" sono coloro che ridono al telefono del terremoto dell'Aquila, parte Oliviero Beha per una ricognizione tra le macerie materiali e immateriali del Paese. A cinque anni dall'uscita del suo pamphlet "Crescete & prostituitevi", preso alla lettera dalla classe dirigente di ieri e di oggi, l'autore si domanda che cosa succederà quando sarà finita la stagione di Berlusconi, se davvero "dopo di Lui" ci sarà "il diluvio". Perché Berlusconi è il prototipo di quel "berlusconismo" che ha attecchito a destra e a sinistra. Per arrivare a concludere che non siamo più una "democrazia", che tira aria da "Weimar" sia pure "all'amatriciana", che ogni giorno che passa è peggio e il risveglio del Paese si allontana. Ma non è detto, ci sono albori all'orizzonte...