Riverrun Libri
Libri pubblicati nella collana Riverrun con argomento Beckett Samuel
Traduzione e intermedialità nella prosa breve di Samuel Beckett. Imagination morte imaginez e Assez. Ediz. italiana e inglese Santini Laura - Aracne, 2020 - Riverrun
Posta criticamente di fronte al concetto di marginalità, la prosa breve di Samuel Beckett è affrontata adottando un approccio interdisciplinare capace di sondarne la stratificazione delle pratiche e del senso. In un confronto con l'intero corpus beckettiano, con l'attività di autotraduzione e con le carte manoscritte, si sono osservati aspetti primari - fonetici, grammatico-lessicali e sintattici - e secondari del discorso - tipologia testuale, genere - ma anche fattori materiali del medium prescelto per l'atto comunicativo, ricorrendo ora agli strumenti dell'analisi dei corpora, ora alla narratologia, ma anche all'analisi del discorso e alla traduttologia. Ricomponendo circostanze e fasi compositive, impulsi esterni e incursioni nei vari media, la scrittura di Samuel Beckett è stata reinterpretata alla luce del concetto di intermediazione e rimediazione e osservata nella sua in-betweenness tra canali e mezzi comunicativi per cui codificazioni pertinenti all'uno o all'altro sono tradotte e adattate per trattenere aspetti di una parola definita materica.
La seconda chance. Bilinguismo e auto-traduzione nell'opera di Samuel Beckett Milaneschi Francesca - Aracne, 2013 - Riverrun
Il libro si compone di tre capitoli più un quarto capitolo intervista a Raymond Federman: nel primo capitolo passo in rassegna la critica beckettiana sul bilinguismo e l'auto-traduzione, nel secondo e più vasto capitolo fornisco una casistica per categorie degli scarti testuali nell'opera di Beckett, nel terzo capitolo fornisco un'interpretazione critica di una tale pratica dell'auto-traduzione, alla luce della retorica dell'epanortosi, o correctio in latino. Come Beckett spiega a Ferdeman in una conversazione con il critico, scrivere in una seconda lingua e poter correggere il testo traducendolo, offre allo scrittore, una seconda possibilità di dire ciò che voleva dire, di avvicinarsi alla verità. Conclude il libro un capitolo intervista a Raymond Federman, in cui Federman su esprime sia su Beckett che sulla propria opera di scrittore bilingue e auto-traduttore.