Robin Sons Libri
Libri pubblicati nella collana Robin Sons con argomento Stati Uniti
Mito e realtà del magnifico nuovo mondo Taddei Claudio - Robin Edizioni, 2015 - Robin&Sons
Facendo perno sulla politica interna ed estera USA, il libro è una storia del nostro tempo, in particolare di quanto è accaduto nel 2013 e 2014, incluse le grandi crisi, dalla guerra in Ucraina (di cui offre un rapporto globale) al conflitto con il gruppo jihadista ISIS. È un'analisi inedita della politica USA, e per questa via è un contributo unico per il modo in cui unisce prospettiva storica e attualità politica. Il libro entra negli ingranaggi della politica americana. Racconta la trasformazione degli USA in una socialdemocrazia con larghi programmi di welfare. Documenta le tematiche relative all'immigrazione; le dimensioni della guerra al terrorismo; i contorni delle minacce cyber. Il tema non è solo la politica: il libro racconta la società disomogenea e confusa, segnata dal disincanto, dell'America di oggi. Molta parte del libro è dedicata alla politica estera. Indagare mito e realtà della politica USA significa inquadrare il tema del ruolo USA nel mondo. Il libro rovescia le percezioni dominanti in Italia riguardo alla presidenza Obama. Obama è un'icona della sinistra europea, e ciò ha aiutato a superare divisioni strumentali. Ma, per gli USA, Obama è stato un presidente molto di parte; ed anche un presidente che ha governato poco. Il libro offre in modo singolare una visione lontana da convenzioni e luoghi comuni. E intanto, inseguendo la portata globale e il significato degli eventi, il libro descrive i lineamenti di un'America fascinosa e incoerente.
La guerra in Vietnam. Le scelte presidenziali di JFK, Lyndon Johnson, Nixon e la prospettiva del grande schermo: «Berretti Verdi vs Platoon» Galgani Pier Francesco Lenti Luigi - Robin Edizioni, 2018 - Robin&Sons
«Il Vietnam Veterans Memorial è un muro di marmo nero, lungo 76 metri, posto sul Mall, la spianata tra l'obelisco, eretto in ricordo di George Washington, la cupola del Congresso e la Casa Bianca. Sulla pietra scurissima sono riportati i nomi degli oltre 58.0000 caduti americani. Ogni giorno centinaia di persone si fermano, in silenzio, a cercare un parente o un amico. Un luogo del ricordo e della riflessione che testimonia quanto il conflitto in Indocina abbia segnato in modo indelebile la società e la memoria degli Usa. Gli Stati Uniti hanno voluto erigere un monumento significativo ai loro morti. Perché? Come è cambiata la politica estera americana con e dopo il Vietnam? Quali sono state le conseguenze più durature di una guerra, in fondo periferica, nella società, nel costume, nell'opinione pubblica e nella politica americana? Come è cambiato l'istituto della presidenza, a seguito della guerra? La "presidenza imperiale" dello storico Arthur Schlesinger potrebbe essere una conseguenza anche della guerra in Vietnam? È possibile che il conflitto indocinese abbia contribuito all'accrescimento dei "muscoli" dell'esecutivo in un sistema costituzionale nato per emulare l'equilibrio dei poteri di Charles de Montesquieu? Quale è stato il ruolo di Eisenhower, Kennedy, Johnson e Nixon nell'evoluzione del conflitto?» (Pier Francesco Galgani) «Nel 1968 mentre John Wayne, forse il più famoso tra gli imboscati di Hollywood, realizzava "Berretti Verdi", il film più reazionario e agiografico sulla guerra in Vietnam, un giovane ragazzo newyorkese di appena vent'anni sceglieva volontariamente di combattere nella giungla indocinese, precipitando in un incubo che lo avrebbe segnato per tutta la vita. Era Oliver Stone. "Berretti Verdi" presentava un'immagine mitica che era familiare e confortante; John Wayne aveva vinto la guerra in Vietnam così come aveva vinto la seconda guerra mondiale. "Platoon" ha rivelato agli americani uno scenario apocalittico; la guerra del Vietnam come solo un soldato che era stato in quei luoghi poteva raccontare. Per questo motivo il sottotitolo "Berretti Verdi Vs. Platoon" accosta consapevolmente i due film al mondo del pugilato, perché questi due "pesi massimi" della cinematografia americana hanno lasciato un segno indelebile nel panorama della filmografia mondiale. Da una parte abbiamo, con la forza del mito americano incarnato da John Wayne, l'unico film sulla guerra in Vietnam prodotto durante il conflitto, realizzato con l'esplicito scopo di dimostrare le ragioni del coinvolgimento degli Stati Uniti nel sud-est asiatico. Dall'altra parte abbiamo un film scritto e diretto da Oliver Stone, che ha combattuto in Vietnam e che ha cercato di fare un film sulla guerra che "non è fantasia, non è leggenda, non è metafora, non è un messaggio, è semplicemente il ricordo di quello che gli è accaduto".» (Luigi Lenti)