Storia Studi E Ricerche Libri
Libri pubblicati nella collana Storia Studi E Ricerche con argomento Mantova Storia
Questa turba infame a comun danno unita. Delinquenti, marginali, magistrati nel mantovano asburgico (1750-1800) Pagano Emanuele - Franco Angeli, 2014 - Storia-Studi E Ricerche
Seconda metà del Settecento: nei domini della Casa d'Austria il governo mise in atto politiche penali ispirate a esigenze di più sistematico controllo delle popolazioni e finalizzate a prevenire, oltre che a reprimere, i comportamenti sociali devianti. Tale processo s'accompagnò all'abolizione della pena di morte e della tortura giudiziaria e alla nascita della prigione moderna, quando ergastolo e lavori forzati sostituirono la forca e la condanna a remare sulle galere. Di questa fase storica Mantova e il suo antico Ducato offrono un vasto campo di osservazione, grazie a copiose fonti processuali e statistiche, rimaste quasi intonse negli archivi, fino a oggi. Se ne è tratta una storia dei delitti e delle pene, dei giudici e degli inquisiti; una storia della società, sia pure sub specie criminali. Si confermano fenomeni già segnalati in altri contesti: aumentano gli indici di criminalità, la marea di vagabondi e piccoli malviventi, in una congiuntura difficile e in una provincia di frontiera senza grandi risorse. Al contempo vacillano inveterati stereotipi letterari e storiografici sulla giustizia d'Ancien Régime. Quella penale mantovana non fu affatto una giustizia lenta né integralmente iniqua (e non solo per i parametri dell'epoca). La dirigeva, pur con scarsi mezzi, una magistratura complessivamente esperta e scrupolosa. Persino gli sbirri - i malfamati esecutori di giustizia - non sempre appaiono meritevoli della loro cattiva reputazione.
L'unificazione in una provincia agricola. Il mantovano dal 1866 al 1886 Vaini Mario - Franco Angeli, 1998 - Storia-Studi E Ricerche
Nel 1866 la città di Mantova venne liberata dagli austriaci e subito cominciò l'attuazione dei provvedimenti richiesti dalla creazione dello stato unitario nel quadro di un rigido accentramento, che non teneva minimamente conto di situazioni secolari. Il peso maggiore ricadde sui comuni e sull'Amministrazione provinciale chiamati a creare le nuove infrastrutture, mentre venne a mancare ogni intervento dei privati per sviluppare l'economia locale, basata quasi esclusivamente sull'agricoltura.