Tipubblica Libri
Libri pubblicati nella collana Tipubblica con argomento Verdi Giuseppe
Come due gemine stelle unite. Soprano e tenore coppia regale in Verdi Vincenzi Monica Casa Luigi - Lampi Di Stampa, 2013 - Tipubblica
Nel nostro "Deh, Perdona!" (Lampi di Stampa, 2013) sulle opere giovanili di Verdi abbiamo spiegato l'altissimo valore educativo dell'Opera Lirica. In questo secondo volume, dedicato ai capolavori della maturità, fino al "Falstaff", facciamo un'ulteriore considerazione: in quest'epoca in cui le tragedie che hanno per vittima le donne hanno un triste primato e vengono definite con un orrendo termine, "Femminicidio", vorremmo suggerire diandare all'Opera, ed in particolare all'"Otello", a titolo di prevenzione. È necessario un grande lavoro educativo, che consenta di giungere a rapporti armoniosi, non improntati alla violenza. Imparare dalle eroine verdiane a non ripetere i loro stessi errori può salvare molte vite: un'altra ottima ragione per avvicinare i giovani a questo mondo. Riproduzione a richiesta.
Deh perdona. Con Verdi dalla vendetta al perdono Vincenzi Monica Casa Luigi - Lampi Di Stampa, 2013 - Tipubblica
Uno dei messaggi principali che, a nostro avviso, corre lungo tutta la ricchissima produzione artistica di Verdi è racchiuso nelle parole di Nabucco ad Abigaille nella scena III del terzo atto dell'omonima opera: "Deh perdona, deh perdona". Il sovrano implora la figlia di perdonarlo per il male che le ha inflitto. Ma c'è di più. Verdi ci parla anche di un'altra tipologia di perdono, quello forse ancor più difficile da attuare, ma indispensabile: il perdono o l'accettazione di noi stessi. Infatti Violetta, nell'atto III scena quarta della "Traviata", pronuncia la stessa frase di Nabucco, ma rivolta a Dio, supplicandolo di perdonarla: "A lei deh perdona! Tu accoglila o Dio. Or tutto finì". Anche Riccardo, nella scena VII del secondo atto dell'"Oberto", la prima opera in assoluto di Verdi, pronuncia la stessa frase, stringendo in mano la spada bagnata del sangue di Oberto, Conte di san Bonifacio, padre di Leonora, la sua fidanzata abbandonata e tradita: "Ciel pietoso, ciel clemente, se pregarti ancor mi lice, Deh! Perdona a un infelice, tu mi salva per pietà. O rimorso! Del morente l'ombra ognor m'inseguirà". Riproduzione a richiesta.