Vitanova Libri
Libri pubblicati nella collana Vitanova con argomento S
Introduzione alla storia d'Italia Villari Pasquale Scarcella E. (Cur.) - Le Lettere, 2015 - Vitanova
Il testo che qui si pubblica, apparso nel 1849 e mai più inserito dal suo autore nelle numerose raccolte che ha dato alle stampe durante il corso della sua lunga e operosa attività di storico, è una pagina importante della cultura filosofica e storiografica italiana del XIX secolo, nel corso di quel lento e inesorabile processo di traghettamento dell'hegelismo verso indirizzi teorici di matrice realistico-positiva, che si realizza compiutamente negli studi storici. La vicenda culturale di Pasquale Villari - che attesta, infatti, più di altre questo percorso - permette di saggiare il suo profondo radicamento nel dibattito filosofico napoletano del Risorgimento, a partire da un reticolo teorico che, sulla scia di esperienze che affondano le radici nello storicismo vichiano, rappresenta il profilo intellettuale e civile della nuova Italia in una inedita e proficua riconversione della storiografia nella filosofia, e nel recupero dell'età comunale come centro nevralgico della civiltà italiana. Il testo - preceduto da una introduzione della curatrice, che ricostruisce la vicenda storiografica e metodologica di Villari, anche attraverso documenti inediti - merita di essere riletto, in quanto rappresenta un importante snodo dello storicismo italiano dell'Ottocento, nonché uno dei primi lavori di ricostruzione della Storia d'Italia nel decennio che ha preceduto l'Unità.
Saggi sul futuro. La storia come possibilità Viti Cavaliere Renata - Le Lettere, 2015 - Vitanova
La storia è possibilità, cambiamento, nascita. Ciò vuol dire che essa non contiene momento alcuno che sia risultato meramente meccanico del precedente. La storia si sostanzia del futuro (rievocando il passato), di quel "non ancora" fatto di speranze e di paure del tutto prive di oggetto rappresentabile e dunque basate per lo più su una fervida immaginazione. Le cose sperate e temute sono infatti presenti, benché assenti, solo alla mente che giudica integrando emozioni di fondo con la ragione che esamina anche sé stessa nell'impegno del futuro. Nel Novecento si è riflettuto come non mai sulla storia e sulla storicità dell'esistenza, sulla temporalità del quotidiano e sui modi per sfuggire alla dispersione nella massa. E tuttavia, fatte salve alcune significative eccezioni, si è per lo più fallito l'obiettivo. Ha prevalso spesso il mito di una origine perfetta o di splendidi approdi finali. Si è respirato un diffuso, dannoso, antimoderno misoneismo, per paura del nuovo e del cambiamento. Chi proclama la fine del tempo, quasi questo non abbia mai avuto inizio, alimenta fantasmi di superate teologie della storia. Ciò che sfugge è il significato della storia che è sempre cominciamento e dell'esistenza che è valore, in quanto spinta inaugurale e spontanea energia creativa.