Aesthetica Libri
Libri pubblicati nella collana Aesthetica Fino al 500 d.C.
Prossime uscite della collana Aesthetica
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791254723364 Manuale di volo. Dal mito greco all'arte moderna, dalle avanguardie storiche alla transavanguardia
- 9791254723272 Antonin Artaud. Forsennare il soggettile
- 9791254723265 Del sublime
- 9791254723104 Aforismi sull'arte
- 9791254723036 Del Barocco
- 9791254722978 Estetica, etica e storia nelle arti della rappresentazione visiva
- 9791254722701 Rinascimento e rinascenze nell'arte Occidentale
- 9791254721469 Arte e bellezza. Saggio sull'estetica della pittura
- 9791254720387 Feste medicee alla corte dei Valois
- 9788877262943 La storia delle immagini
Storia dell'arte nell'antichità Winckelmann Johann Joachim - Abscondita, 2017 - Aesthetica
Per Winckelmann la classicità comporta un'assenza di psicologia. Tutta la sua teoria, che sarà troppo a lungo accusata di freddezza, tende a vedere nell'arte non l'espressione dell'individuo, ma la ricerca dell'assoluto. L'arte aspira all'ideale, e l'ideale è l'oggettività dal punto di vista dell'eterno. Quella di Winckelmann non è un'arte senza vita, come sosterranno i romantici, ma un'arte senza artisti. (... ). Ad una storia dell'arte come catena di biografie, quale era stata condotta da Plinio a Vasari, Winckelmann sostituisce per la prima volta una storia dell'arte come sequenza di opere. E le opere sono indizi non tanto della personalità del loro autore, quanto del mistero senza nome della bellezza, e come indizi vanno considerate. Nasce di qui l'attenzione implacabile ai particolari, la necessità di una visione diretta. L'occhio di Winckelmann è quello del cartografo, che non si chiede chi ha creato le montagne o le acque, ma ne indaga le apparenze,, le manifestazioni. All'arte come intimismo, come diario privato dell'artista oppone l'arte come suprema impersonalità. Perché è solo oltrepassando la propria soggettività che ci si avvicina al divino. Allo stesso modo, anche osservare l'opera significa eludere se stessi. Dunque non si tratta di sentirsi rappresentati, ma al contrario di liberarsi di sé: vivere qualche attimo tra Delo e i boschi sacri della Licia, nel sollievo di un pensiero universale. (Dallo scritto di Elena Pontiggia)