Altre Proposte Libri
Libri pubblicati nella collana Altre Proposte LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Una lastra d'infinito Capalbi M. (Cur.) Carpi A. M. (Cur.) Barbieri P. (Cur.) - Moretti & Vitali, 2016 - Altre Proposte
Laboratorio di poesia della II casa di reclusione di Milano-Bollate. Scrivere poesie in carcere. Questa frase ha la stessa forza di suggestione e la stessa potenza straniante dei titoli di due libri importanti sia per la loro qualità letteraria che per il successo di pubblico ottenuto. Mi riferisco a Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, del 2003, e a Leggere Shakespeare a Kabul di Ornar Qais Akbar e Landrigan Stephen, del 2013. La suggestione e lo straniamento nascono dal contrasto così acuto da risultare straziante tra il luogo e l'atto. Ovvero tra il luogo del mondo dove sembra che la poesia venga massimamente bandita e mortificata e l'attività del poetare che pure, tenacemente, si realizza anche laddove dominano privazione della libertà e segregazione dei corpi e delle anime.
Il poeta e «il fluire ondeggiante delle moltitudini». Parigi per Nerval e Baudelaire Bonnefoy Yves - Moretti & Vitali , 2009 - Altre Proposte
In questo libro sono raccolte le conferenze tenute da Yves Bonnefoy nel novembre del 2001 alla Bibliothèque Nationale de France. Il tema riguarda la folla parigina che si riversa nelle vie e nei boulevard di Parigi tra il XIX e il XX secolo: una "moltitudine" dal carattere del tutto nuovo rispetto alle epoche precedenti. Prima di allora in quella folla erano visibili i segni distintivi che consentivano di riconoscere in ciascun individuo la sua collocazione nell'ordine naturale, nell'essere. In quella "moltitudine", ora, c'è il nulla. Yves Bonnefoy mostra l'effetto che questa sorta di "epifania del nulla" ha sull'esperienza poetica di due grandi scrittori: Gérard de Nerval e Charles Baudelaire, quest'ultimo principale iniziatore della modernità già preannunciata da Edgar Allan Poe. Un'esperienza che consiste nel concepire l'essere solamente come desiderio che l'essere sia. Un'esperienza che, cominciando con Hugo e Vigny, si estenderà a Rimbaud, Mallarmé, Apollinaire fino ai surrealisti. Le conferenze, qui trascritte e rielaborate dall'autore, mantengono un modo colloquiale nell'offrirsi al piacere della lettura: continuano ad aprirsi con un "Signore e signori" e si sviluppano per cenni e idee; o ipotesi, addirittura, tanto da non proporsi come qualcosa di concluso. Il loro intento infatti è farsi dialogo, lasciando dire qualcosa di inedito al lettore che le incontra.