Anglica Libri
Libri pubblicati nella collana Anglica Letteratura teatrale
Comus. Un masque allestito al castello di Ludlow nel 1634 Milton John Stelzer E. (Cur.) - Edizioni Ets, 2020 - Anglica
All'inizio della propria carriera, John Milton mise alla prova il potere morale e trasformativo della poesia affrontando il genere del masque. Il suo Comus (più propriamente, Un masque allestito al castello di Ludlow nel 1634) è uno spettacolo elegante e immaginifico, che però drammatizza alcune delle questioni più accese della vita culturale, politica e religiosa della sua epoca, e che ha al centro una figura femminile sorprendente e complessa. Questa nuova traduzione in italiano, condotta in versi liberi, presenta il testo a fronte ed è accompagnata da un'introduzione e un ricco apparato di note al passo con gli studi più recenti. Nell'appendice, si trascrive per la prima volta il testo del Corno, un intrattenimento rappresentato alla corte di Torino solo pochi mesi prima della messa in scena del masque inglese. Il confronto tra i due si rivela utile per comprendere meglio, da un lato, il modo in cui Milton trasforma la figura del dio Komos rispetto alla tradizione, dall'altro, come mette in tensione le convenzioni degli intrattenimenti aristocratici.
Medea in Athens-Medea Webster Augusta Levy Amy Rossi Linguanti E. (Cur.) - Edizioni Ets, 2016 - Anglica
Il volume presenta due riscritture del mito di Medea ad opera di Augusta Webster ed Amy Levy, autrici attive nel periodo vittoriano, studiose delle lingue classiche e sostenitrici delle rivendicazioni del movimento femminista, che in Italia hanno avuto fino ad ora scarsa attenzione. L'edizione, oltre che dalla traduzione, è corredata da un'introduzione e da due ampi saggi che analizzano i testi e si presentano come contributi filologico-letterari in prospettiva comparatistica, indagando il rapporto che entrambe le opere intrattengono con i modelli antichi e contemporanei e mostrandone le innovazioni peculiari. Sia l'opera di Webster che quella di Levy si inseriscono nella tendenza delle scrittrici vittoriane a dar voce a protagoniste femminili e ad affrontare tematiche riguardanti la posizione delle donne attraverso la mediazione delle eroine mitologiche, delle quali si riappropriano ridisegnandone i contorni. Opere originali e innovative, meritano entrambe di essere inserite nel canone della ricezione moderna del mito e di essere riconosciute quali antesignane delle rivisitazioni tardo-novecentesche che si focalizzano su tematiche quali la lotta di potere nel rapporto fra i sessi e il desiderio di emancipazione sociale e politica delle donne.
Macaire. Farsa melodrammatica in tre atti. Testo inglese a fronte Stevenson Robert Louis Henley William E. Marchesi M. S. (Cur.) - Edizioni Ets, 2014 - Anglica
Inedito in Italia e oggi pressoché sconosciuto in Gran Bretagna, "Macaire" è un dramma scritto da Robert Louis Stevenson e William Ernest Henley fra il 1884 e il 1885. Prima di entrare nel dramma di Stevenson, Il personaggio di Robert Macaire, un evaso che si finge gentiluomo, era stato protagonista di una lunga tradizione letteraria, francese prima e inglese poi, che ne aveva consacrato la figura nell'immaginario collettivo ottocentesco. Macaire è uno spietato criminale: ladro, truffatore, potenziale assassino, completamente privo di scrupoli. Egli tuttavia ammanta la sua cinica, irrefrenabile malvagità delle massime e dei toni soavi della più mielata filantropia e riveste di una patina di sentimentalismo la sua assoluta mancanza di sentimenti. Così, scisso fra realtà e apparenza e fra le due parti inconciliabili del proprio personaggio, Robert Macaire diventa una delle migliori incarnazioni del "doppio" stevensoniano. Satira feroce del moralismo vittoriano e di ogni altro facile perbenismo, con la sua sconfinata, ironica crudeltà questa "farsa melodrammatica" è ancora pienamente godibile e tragicamente attuale.