Archivio 5 600 Libri
Libri pubblicati nella collana Archivio 5 600 LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Il mostruosissimo mostro. Diviso in due trattati, nel primo de' quali si ragiona del significato de' colori, nel secondo si tratta dell'erbe e fiori Rinaldi Giovanni Rinaldi R. (Cur.) - La Finestra Editrice, 2018 - Archivio 5-600
Il contenuto del Mostruosissimo mostro (emblemi, retorica spicciola per la comunicazione amorosa) e l'involucro che lo contiene (catalogo, dizionario alfabetico) appartengono a pieno titolo all'universo dell'industria editoriale cinquecentesca. La varietà della materia dell'opera è ampia: dal ricorso ai proverbi e al folklore popolare, a Plinio e ai bestiari medioevali, alle favole mitologiche classiche, al significato delle erbe e dei fiori (e di altri oggetti). Viene proposta per la prima volta l'edizione dell'opera annotata da Rinaldo Rinaldi in maniera puntuale con il ricorso delle fonti.
Scelta d'alcune poesie filosofiche Campanella Tommaso Albertazzi M. (Cur.) - La Finestra Editrice, 2016 - Archivio 5-600
Edizione completa delle poesie filosofiche di Tommaso Campanella, Il testo che restaura l'editio princeps del 1622, opponendosi alle edizioni successive, arbitrarie e banalizzanti - è opera di Marco Albertazzi. "Queste sotterra ed in silenzio nate / rime mie sventurate": una poesia pensosa, addolorata e lieta, che "piglia allegrezza anche dagli affanni" (ventisette anni di prigionia e immaginabili tormenti), meravigliosamente assecondata dai commenti dell'autore. Un'immaginosa sintesi del pensiero di Campanella. E il dimenticato splendore della lingua italiana.
Scelta d'alcune poesie filosofiche-Choix de quelques poésies philosophiques. Ediz. bilingue Campanella Tommaso Albertazzi M. (Cur.) - La Finestra Editrice, 2016 - Archivio 5-600
Edizione completa delle poesie filosofiche di Tommaso Campanella, tradotte in francese da Franc Ducros. Il testo a fronte in italiano - che restaura l'editio princeps del 1622, opponendosi alle edizioni successive, arbitrarie e banalizzanti - è opera di Marco Albertazzi. "Queste sotterra ed in silenzio nate / rime mie sventurate": una poesia pensosa, addolorata e lieta, che "piglia allegrezza anche dagli affanni" (ventisette anni di prigionia e immaginabili tormenti), meravigliosamente assecondata dai commenti dell'autore. Un'immaginosa sintesi del pensiero di Campanella. E il dimenticato splendore della lingua italiana.