Arethusa Libri
Libri pubblicati nella collana Arethusa Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900
Il male e i suoi limiti. A proposito di Paul Ricoeur Florio Antonietta Valle Gianluca - Solfanelli, 2023 - Arethusa
Il male e i suoi limiti. A proposito di Paul Ricoeur - Solfanelli
Lettura del «Cimetière marin» Cohen Gustave - Solfanelli, 2019 - Arethusa
Il commento di Gustave Cohen al Cimetière marin, qui proposto per la prima volta in italiano, è una pietra miliare nella bibliografia su Paul Valéry, un testo che ha fatto epoca e che, pur risalendo al 1933, rimane un classico. Lo studioso analizza diligentemente, strofa per strofa, le 24 sestine di decasillabi che compongono il capolavoro del poeta francese, cercando di scoprire vaghe parentele fra il suo pensiero e i sistemi di Lucrezio, Leonardo o Bergson. Nato come corso universitario alla Sorbona e spiegato davanti a un uditorio in cui figurava, non a caso, lo stesso Valéry, fu pubblicato in volume con la lunga prefazione del poeta, Au sujet du "Cimetière marin", che è una sorta di «racconto ideale» sulle origini dei suoi versi e in cui c'è anche un atto di riconoscenza verso il critico che aveva inteso ed esposto compiutamente le intenzioni e le espressioni di un poema ritenuto «oscuro». Cohen ripercorre l'interno strutturarsi di questa composizione elaborata scoprendovi un'architettura segreta, ripartita in quattro parti di vario tono emotivo e tematico. Tre «voci» vanno a comporre il respiro del poema: il «protagonista», che è il «Non-Essere» simboleggiato dal sole a picco, il «deuteragonista», ovvero la «coscienza del poeta» che si abbandona all'estasi, e il «tritagonista», l'autore stesso, che è insieme «attore» e «spettatore» del dramma metafisico che contempla. Alle analisi sul fondo concettuale del Cimetière marin, di cui sono messi in luce i nuclei tematici, si alternano quelle sul piano stilistico-espressivo. Cohen mette a fuoco lo specifico poetico di Valéry e riepiloga alcune particolarità o anche arditezze della sua originale tecnica di versificazione, passando in rassegna neologismi, arcaismi, latinismi, ellenismi e molto altro, così da rendere più agevole la comprensione globale del testo.
Intervista con ionesco. L'inconveniente di essere nati Grasso Giuseppe Ionesco Eugène - Solfanelli, 2017 - Arethusa
Nella primavera del 1985 Roma accoglie, fra le sue mura, Eugène Ionesco. Proprio in quell'occasione Giuseppe Grasso ha la fortuna e l'onore d'intervistare il noto commediografo, all'epoca settantaseienne. Come una nuvola che si rompe, dalle loro parole viene fuori un temporale di sollecitazioni che sono anche riferimenti, nomi e luoghi di una geografia che è una mappatura del composito orizzonte culturale ioneschiano. Se oggi quella lunga conversazione vede qui la luce in una versione più estesa, non è per un capriccio dell'autore, che vi ha rimesso mano riprendendo le registrazioni originali, ma in risposta a una peculiarità che ne giustifica la riproposizione sotto forma di libro: l'intervista è un documento e le pagine di cui si compone fanno «testo», cioè danno vita a un rapsodico saggio parlato sul teatro e sulla poetica di Ionesco. L'intervistatore parla con un gigante e lo fa con grande devozione, tenendosi comunque alla larga da complessi d'inferiorità. È sicuro del fatto suo e pone domande precise. Sa dove guardare, come prendere la mira, cosa aspettarsi.