Astrid Libri
Libri pubblicati nella collana Astrid Diritto costituzionale e amministrativo
Dignità umana e Stato costituzionale. La dignità umana nel costituzionalismo europeo, nella Costituzione italiana e nelle giurisprudenze europee Di Ciommo Mario - Passigli, 2010 - Astrid
Negli ultimi decenni, la 'dignità umana' è andata assumendo - nelle Costituzioni, nelle legislazioni e nelle giurisprudenze europee - una crescente centralità. In coerenza con l'affermarsi di una cultura istituzionale personalista, ha gradualmente acquisito una forza 'centripeta' nello spazio europeo che la rende parametro imprescindibile all'interno dei sistemi di tutela dei diritti dell'uomo. Il rapporto tra uomo, società e potere politico pone oggi questioni nuove e complesse. Emerge la necessità di una riflessione costituente che sia capace di ritornare ai principi e ai valori alla base della nostra convivenza per verificarne effettività e realizzabilità. Un ripensamento di alcune delle categorie e soluzioni politiche e istituzionali tradizionali può muovere da questa riflessione costituente. In questo contesto, l'incontro con la 'dignità umana' è sorprendente: non solo essa emerge come il cuore della novità del costituzionalismo europeo degli ultimi decenni, ma anche come parametro centrale dei meccanismi e strumenti predisposti da legislatori e corti europee per garantire la tutela dei diritti umani fondamentali. Il suo essere sfondo e orizzonte rende la riflessione sulla dignità umana straordinariamente feconda; e quanto più la dignità umana si conferma valore fondante del rapporto tra individuo, società e potere politico, tanto più è necessario indagarne origini, declinazioni possibili, potenzialità ed ambiguità.
L'obiezione di coscienza. Studio sull'ammissibilità di un'eccezione dal servizio militare alla bioetica Paris Davide - Passigli, 2011 - Astrid
Con la fine del servizio militare obbligatorio il tema dell'obiezione di coscienza sembrava destinato a scomparire dal dibattito politico e culturale. Si è invece riacceso ed esteso, negli ultimi anni, su un terreno del tutto diverso, quello delle cosiddette materie eticamente sensibili. Dall'interruzione volontaria di gravidanza alla procreazione medicalmente assistita, dalle scelte relative al fine vita al riconoscimento giuridico delle unioni fra persone dello stesso sesso, le richieste di essere esentati dal compimento di atti che toccano profondamente la coscienza personale emergono dovunque si confrontano visioni fortemente contrapposte della persona umana e della sua dignità. La pretesa di non essere costretti ad agire contro la propria coscienza si scontra inevitabilmente con la necessità che le leggi siano effettivamente attuate, quali che siano le convinzioni personali di chi le deve applicare. È possibile trovare un punto di equilibrio fra queste due esigenze? La ricerca riprodotta in questo volume cerca di rispondere a questa domanda. Esaminando un'ampia casistica tratta dalla legislazione e dalla giurisprudenza italiana e di altri ordinamenti, l'autore propone una lettura dell'obiezione di coscienza che coniuga l'apertura al riconoscimento delle ragioni della coscienza con la fermezza nell'individuarne condizioni e limiti, al fine di evitarne un uso distorto.
Internet e la tutela della persona. Il caso del motore di ricerca Pizzetti F. (Cur.) - Passigli, 2015 - Astrid
Il diritto all'oblio, come possibilità di cancellare per sempre dalla rete i riferimenti che ci riguardano e che vorremmo non fossero più conoscibili, è oggi tra i più discussi. Un sogno da tutti sognato, ma per tutti irraggiungibile. Esso ha assunto una dimensione così importante nella società di oggi a causa dei motori di ricerca. Sono questi che, consentendo il facile accesso ai dati di ognuno, rendono più pesante, per chi volesse cancellare i dati che lo riguardano, la condanna alla memoria eterna della rete. Poiché sempre meno la realtà digitale è separata e distinta da quella reale, di fatto essi hanno un'enorme incidenza sulla nostra immagine pubblica e privata. La sentenza Google Spain ha per qualche tempo fatto credere, agli osservatori meno attenti, che il diritto all'oblio potesse esistere davvero. Questo libro spiega perché non è così. Possono esservi però altri modi per proteggere la propria immagine e identità, persino se si è persone pubbliche. I saggi qui raccolti cercano nuove strade per tutelare la persona in rete. Il filo rosso che le unisce è la rinuncia all'impossibile speranza di cancellare quello che cancellabile non è, in cambio del diritto di "dire la propria verità", con le stesse modalità e la stessa conoscibilità delle "menzogne" o delle "verità sbagliate" che vorremmo cancellare.