Attualita Libri
Libri pubblicati nella collana Attualita Servizi sociali, assistenza sociale e criminologia
Prossime uscite della collana Attualita
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791255950592 La leadership femminile nelle religioni
- 9791255942450 Veleni tra le nuvole
- 9791255942313 Diagnosi impossibili. Due detective al microscopio
- 9791255942245 Diventare invisibili. Strategie per sparire fisicamente, virtualmente e fiscalmente. Guida pratica per mettere al sicuro i propri averi e salvarsi dalle ingiustizie del sistema. Nuova ediz.
- 9791255942146 La grande famiglia
- 9791255941880 Un atto d'amore
- 9791255941798 Riconquista la tua sovranità personale
I banchieri di Dio. Il caso Calvi Almerighi M. (Cur.) - Editori Riuniti, 2019 - Attualita
Roberto Calvi fu trovato impiccato, la mattina del 18 giugno 1982, sotto il ponte di Blackfriars, sul Tamigi. Fino al 1989, la tesi dell'autorità giudiziaria di Londra e di Milano è stata quella del probabile suicidio. Il caso sembra ormai chiuso, quando, nello stesso anno, il giudice istruttore di Roma, Mario Almerighi, ordina la perquisizione di una villa a Monteporzio Catone. All'interna di questa vengono rinvenute copie di due lettere concernenti la compra-vendita dei documenti che Calvi custodiva nella sua borsa. Quali sono le ragioni che indussero Calvi a fuggire dall'Italia e a recarsi a Londra con l'aiuto di Flavio Carboni? Che tipo di rapporti aveva Roberto Calvi con il Vaticano? Come gestì il Banco Ambrosiano e i suoi rapporti con Sindona, Gelli e Ortolani? Il Banco Ambrosiano costituiva uno snodo nel riciclaggio di capitali mafiosi? Calvi contribuì al finanziamento di Solidarnosc e di paesi sudamericani per la lotta al comunismo? Quella notte, a Londra, Roberto Calvi si suicidò o venne barbaramente ucciso, e se fu omocidio, quale fu il movente e chi i mandanti e gli esecutori? Il libro, che riporta il testo del provvedimento giudiziario di cattura nei confronti di Pippo Calò e di Flavio Carboni, accusati entrambi dell'omicidio di Roberto Calvi, vuole rispondere a queste domande. Prefazione di Marco Travaglio. Postfazione di Giuseppe Ferrara.
Insieme si può. Libera Masseria, il sogno incontra la giustizia Mapelli Massimo - In Dialogo, 2025 - Attualità
La testimonianza di come l'impegno e l'assunzione di responsabilità da parte di una comunità, che si riunisce intorno a una motivazione di giustizia, vissuta sia in chiave cristiana sia civica, può davvero generare un cambiamento sociale, culturale e educativo. Nei comuni della cintura sud-ovest di Milano, si conta un bene confiscato ogni mille abitanti. È un dato che dice chiaramente quanto la presenza della criminalità organizzata è forte, reale, pervasiva. Una presenza che sottrae risorse alla comunità e impatta su tutti. Pensiamo alla fatica che devono fare tante aziende sane per competere con chi non rispetta le regole, anzi le infrange ricorrendo a minacce e violenza. Se da un lato la criminalità toglie, dall'altro i beni confiscati devono essere in grado di restituire, cioè diventare volano di solidarietà, inclusione, accoglienza. In primo luogo, restituire senso di giustizia. E per vincere davvero, lo Stato, inteso come comunità che vive e abita un territorio, deve essere in grado di far generare qualcosa di positivo da quel bene, mettendolo a disposizione di chi ha più bisogno. Ecco che cosa racconta Libera Masseria: un bene confiscato, oggi "liberato", che testimonia come l'impegno e l'assunzione di responsabilità da parte di una comunità possono davvero generare un cambiamento sociale, culturale e educativo. «Ecco cosa accade quando un sogno incontra la giustizia! E don Massimo è uno abituato a sognare in grande. Grande come un edificio in stato di abbandono che un giorno scopre esistere nel comune di Cisliano, cintura sud di Milano. Si tratta di un immobile appartenuto a una famiglia della 'ndrangheta, giunto quasi al termine di un processo di confisca e il cui destino è ancora incerto. Per fortuna, la consapevolezza dei problemi da affrontare non basta a scoraggiare le persone come don Massimo, né le centinaia di associazioni e gruppi impegnati nel recupero e nella riconversione dei beni mafiosi. Tutte queste realtà hanno capito una cosa fondamentale: l'importanza di mandare segnali di concretezza alle popolazioni colpite dalla prepotenza mafiosa. Segnali senza i quali tutti i discorsi sulla legalità, la responsabilità e la partecipazione civica rischiano di suonare sempre più vuoti e retorici. Questo è un libro che merita di essere letto, perché, nel raccontare una singola storia, ci parla di molte questioni cruciali dell'Italia di oggi.» (don Luigi Ciotti).
La mafia porta via vite innocenti. Storie di vittime minorenni raccontate dai ragazzi delle scuole Società Cooperativa Sociale L. T. (Cur.) - In Dialogo, 2026 - Attualità
«La consapevolezza maturata grazie alla sensibilità degli insegnanti che hanno scelto di accompagnare i ragazzi in questo progetto è stata trasformata in uno strumento di approfondimento per la società tutta, a partire da chi è loro più vicino: i compagni, le compagne, i familiari e gli amici. Leggetelo: c'è molto da imparare!» (dalla Postfazione di don Luigi Ciotti) Dal 1945 a oggi, sono 117 i minori uccisi dalla mafia in Italia. Ragazzini, bambini piccoli che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato o che hanno pagato con la vita il coinvolgimento mafioso dei loro familiari. Per restituire a queste vittime innocenti la giusta memoria, che in molti casi si era persa negli anni, la società cooperativa sociale La Tela di Rescaldina (Milano), in collaborazione con Libera e altri enti del territorio, ha indetto un concorso ispirato ai valori di legalità, giustizia, solidarietà e destinato alle scuole secondarie dell'Altomilanese. Questo libro è il frutto dell'impegno degli studenti nel rintracciare e raccontare le storie di quelle piccole vittime: ogni classe a suo modo, da fonti diverse, attraverso testi e immagini, con un coinvolgimento che ha colpito gli stessi insegnanti. Prefazione di Alessandra Dolci. Postfazione di Don Luigi Ciotti. S "Cipriano Facchinetti" Castellanza.