Biblioteca Aragno Libri
Libri pubblicati nella collana Biblioteca Aragno LINGUA
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788893800273 Chateaubriand
L'arte di scrivere. Regole per aspiranti scrittori Cechov Anton - Aragno, 2024 - Biblioteca Aragno
I testi raccolti in questo volume sull'arte dello scrivere conducono direttamente il lettore nell'officina creativa di Cechov. Essi comprendono per una parte, quella più corposa e consistente, una antologia di pensieri sull'atto della scrittura tratti in modo particolare dalla sua corrispondenza. L'altra parte invece presenta due testi, inediti in italiano: le Regole per aspiranti scrittori e il Brindisi ai prosatori, due contributi apparsi sul n. 12 (1885) della rivista il «Budil'nik [La sveglia]» e successivamente ristampati insieme sul n. 27 del 18 luglio 1904 della stessa rivista sotto un unico titolo di «Paginette cechoviane [Cechovskij stranicki]», per fare memoria della morte dello scrittore avvenuta tre giorni prima, il 15 luglio 1904.
Proemio al dottor volgare-Difesa della lingua italiana De Luca Giovanni B. Ruggiero R. (Cur.) - Aragno, 2012 - Biblioteca Aragno
Con il "Dottor Volgare" nel 1673 (di cui oggi si pubblica il libro proemiale), e con la "Difesa della lingua italiana" nel 1675, l'autore sceglie di rivolgersi anche agli operatori giuridici di livello intermedio, ai pubblici funzionari, ai tecnici dell'amministrazione. Il futuro cardinale rivendicava all'italiano una piena maturità espressiva e lo statuto di lingua colta deputata anche alla divulgazione scientifica. De Luca appare consapevole che il concetto stesso di divulgazione, nell'ambito dell'universo giuridico, è da sempre un modo per cambiare silenziosamente le regole del gioco: divulgare significava spezzare il circolo degli arcana iuris su cui l'intera società di antico regime appare fondarsi. Egli additava infatti una categoria di lettori privilegiati: l'opera si rivolge "particolarmente a Principi, e Signori e alli Magistrati grandi, li quali esercitano la giurisdizione più in dominio che in esercizio, e che amministrano la giustizia con qualche mistura del politico". Nell'ultimo ventennio del XVII secolo, De Luca si muove nell'orbita di quella cultura europea del 'disciplinamento', che aveva tratto linfa vitale dai galatei del Rinascimento italiano e si era ormai trasformata nella tecnica organizzativa delle grandi burocrazie statuali. Non una questione giuridica, dunque, ma la consapevole esigenza di una precettistica che permea tutti gli apparati e le forme di manifestazione della vita pubblica.