Biblioteca Ebraica Libri
Libri pubblicati nella collana Biblioteca Ebraica Storia della filosofia occidentale
Tra Torah e Sophia. Orizzonti e frontiere della filosofia ebraica Ombrosi O. (Cur.) - Marietti, 2011 - Biblioteca Ebraica
Il libro ha l'intento di presentare il dibattito filosofico contemporaneo sul tema del rapporto tra l'«ebraico» (Torah) e il «greco» (Sophia), raccogliendo i contributi delle voci più autorevoli, ma anche inedite, tra gli specialisti di filosofia ebraica. Si tratta di un dibattito poliedrico che cerca di interrogarsi sulla possibilità di una traduzione in greco della Torah e sulla possibilità di un «luogo» altro per la filosofia che nasce come Sophia. Si vuole stabilire se, e secondo quali modalità, è possibile parlare di «filosofia ebraica». Infatti, è da distinguere dal «pensiero ebraico» in senso stretto, così come dalla tradizione filosofica che si vuole «greca»? In che modo si inserisce nella storia della filosofia? È una filosofia della religione e di una in particolare? Si vuole qui proporre un libro che affronta, secondo una prospettiva teorica, il binomio «greco-ebraico», la loro traduzione e tensione sempre viva, l'ospitalità di una tradizione di pensiero nei confronti dell'altra. Un libro che medita sulla la complessa relazione che unisce e separa questi due grandi orizzonti, cercando di delimitarne i confini, di fare incrociare le loro vie, di percorrere quelle strade che portano da Atene a Gerusalemme e viceversa.
Sentieri in utopia. Sulla comunità Buber Martin Di Cesare D. (Cur.) - Marietti 1820, 2009 - Biblioteca Ebraica
Pubblicato nel 1947, questo libro è un classico delle utopie del Novecento. Attraverso una rilettura della tradizione socialista, anarchica e marxista, Buber propone un'alternativa radicale fra lo stato - accentrato, burocratico, totalitario per vocazione - e la comunità, dialogica, decentrata, in sé già sovversiva. Dinanzi al pericolo di un illimitato potere planetario, una sorta di stato mondiale, viene indicato nel kibbutz, nella comune ebraica, il sentiero impervio di un socialismo anarchico e federalista che esplori e inventi gli infiniti modi in cui comunità autonome e autogestite possano dar luogo a una «comunità di comunità».
Il problema dell'uomo Buber Martin Kajon I. (Cur.) - Marietti, 2004 - Biblioteca Ebraica
Il problema dell'uomo, pubblicato a Tel Aviv in ebraico nel 1943, riproduce il primo percorso di "filosofia della società" tenuto da Martin Buber nel 1938 presso l'Università ebraica di Gerusalemme. Buber vi espose, attraverso il serrato confronto con le idee sull'uomo affermate nel passato da alcuni filosofi (Platone, Aristotele, Agostino, Tommaso d'Aquino, Cusano, Spinoza, Pascal, Kant, Hegel, Feuerbach, Marx, Kierkegaard, Nietzsche, Husserl, Heidegger, Scheler), la sua antropologia filosofica: l'uomo è un ente che può costruire la propria identità solo attraverso il contatto con ciò che ha la forma di un "tu", ovvero di un altro o diverso non trasformabile in cosa o oggetto, in ciò che è utilizzato o dominato; in ogni incontro con il "tu" si profila il "Tu" eterno. Il libro, oltre ad essere un'introduzione alla filosofia buberiana, costruisce la testimonianza di un autore che, in un'epoca di crisi, si adoperò per mantenere viva l'originaria socialità tra gli esseri umani, convinto che perfino la violenza la presupponga.