Biblioteca Medievale Libri
Libri pubblicati nella collana Biblioteca Medievale Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Prossime uscite della collana Biblioteca Medievale
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788878149892 I paesaggi dell'allume. Archeologia della produzione ed economia di rete-Alum Landscapes. Archaeology of production and network economy
- 9788843067183 Tagliatori di teste alla corte di re Artù. L'aggressività cavalleresca nel romanzo d'oïl
- 9788843061815 Saga di Halfdan figlio di Eysteinn
- 9788816308169 Theofano. Una bizantina sul trono del sacro romano impero
- 9788816308121 Il medioevo di Tolkien
- 9788816308091 Sulle strade del Medioevo. Imperatori, santi, diavoli e gente comune
- 9788816308084 Dio è rotondo. Esposizione della Regola di san Benedetto. Testo latino a fronte
Figure femminili del sapere (XII-XV secolo) Caraffi Patrizia - Carocci, 2003 - Biblioteca Medievale
«- Quant'è bello, piacevole e dolce il tuo narrare! - Al che rispose Shahrazàd: - Questo è ben poco rispetto a quello che vi racconterò la notte prossima, se sarò in vita e se il re mi ci farà restare. Ora, il re si disse in cuor suo: "Giuro che non la ucciderò finchè non avrò ascoltato il resto del suo racconto".» Dalle Mille e una Notte al Medioevo castigliano e francese, ecco una serie di studi intorno alle immagini femminili del sapere. Dalle fanciulle fragili nel corpo, ma forti nell'animo - come Shahrazàd o come la schiava Teodor, che deve confrontarsi in una disputa con i più grandi sapienti del regno, o la principessa Tarsiana, letterata e musicista, che con la sua arte deliziosa riconduce alla gioia e alla felicità -, alla regina Medea che, rappresentata da Euripide in poi come una terribile maga, qui recupera tratti di grandezza e autorità femminili. Non mancano poi splendidi esempi di scrittura femminili: Maria di Francia, studiata nel gioco di alleanze e saperi femminili dei Lais, e Christine de Pizan, prima scrittrice di professione del Medioevo europeo.
Giganti, incantatori e draghi - Luni Editrice, 1997 - Biblioteca Medievale
Insieme al Cantare di Igor' le byline - un genere di tradizione orale, che sta tra la ballata, la leggenda popolare e la fiaba - sono la testimonianza più alta della letteratura russa antica. Ci trasportano in un mondo avventuroso e duplice, in parte ancora pagano, abitato da giganti, da incantatori, da draghi. L'eroe delle byline è il bogatir' valoroso e cavalleresco, ora in lotta con la Madre Terra, come il titanico e stolto Svjatogor, ora confrontato sfidato, con esito tragico, da un alter ego femminile che si proclama forte e ardito come lui, più di lui (Dunaj). Ora or pace di scendere in una bara di bianca quercia nel grembo della terra insieme alla sposa morta per resuscitarla con acqua della vita (Michajlo Potyk), ora dotato di poteri sciamanici, che gli consentono di trasformarsi a piacere in ermellino, in uro dalle corna d'oro, in fiero lupo, in balenante falco, per nutrire i guerrieri della sua schiera (Vol'ch Vseslav'evic ): "In balenante falco si converte / lontano volò sull' azzurro mare / abbatté oche e bianchi cigni /né v'era scampo per le bigie anatrine / nutriva-dissetava Vol'ch la prode druzina / e aveva sempre nuovi cibi / cibi diversi e prelibati»"
L'alfabeto simbolico degli animali Zambon Francesco - Carocci, 2003 - Biblioteca Medievale
"Tutto questo mondo sensibile è come un libro scritto dalle mani di Dio, cioè creato dalla potenza divina, e le singole creature sono come figure, non inventate dall'arbitrio dell'uomo, ma istituite dalla volontà di Dio per manifestare ed indicare la sua invisibile sapienza": così scriveva all'inizio del XII secolo Ugo di San Vittore, sintetizzando la concezione medioevale e cristiana del mondo sensibile come simbolo di realtà spirituali, come alfabeto spirituale. Gli animali fra queste lettere o figure che spetta agli uomini di decifrare: anzi sono forse le più cariche di senso e le più misteriose, quelle che - come afferma lo pseudo Dionigi Areopagita - ci iniziano alle più alte rivelazioni divine. Non sorprende perciò la straordinaria diffusione delle raffigurazioni animali in tutte le espressioni artistiche del medioevo: scultura, pittura, letteratura... A questa sacra zoologia era anche dedicato un genere specifico: quello dei "bestiari", in cui i racconti naturalistici, spesso di carattere fantastico, erano seguiti da interpretazioni allegoriche. Nei bestiari, gli animali sfilano davanti a noi in un simbolico corteo svelandoci il loro significato segreto: come quando - in illo tempore - si presentarono ad Adamo in paradiso per ricevere il loro nome. Il saggio di Francesco Zambon è diviso in due parti. La prima illustra i presupposti teorici del bestiario, ricostruendone la "teologia" attraverso le dottrine ermeneutiche dei pensatori cristiani, da Origene ad Agostino a Scoto Eriugena. Nella seconda parte, esso ci trasporta in un viaggio affascinante attraverso alcuni dei più significativi emblemi animali della tarda antichità e del Medioevo, indagandone i significati e le trasformazioni. Incontriamo così la vipera parricida e matricida, il Libro dei mostri, la colomba argentata, i "bestiari divini" di Sant'Antonio e di Cecco d'Ascoli, fino a giungere alla zoologia erotica del Bestiario d'amore di Richard de Fournival e di Giacomo da Lentini e al grande mito di Laura-fenice sviluppato da Petrarca nel Canzoniere.