Biblioteca Minima Libri
Libri pubblicati nella collana Biblioteca Minima Letteratura: storia e critica
Il Reato di scrivere Wilcock J. Rodolfo Camurri E. (Cur.) - Adelphi, 2010 - Biblioteca Minima
Quale idea J. Rodolfo Wilcock avesse della critica e del suo status lo si inferisce da alcuni noti vezzi, come quello di recensire spettacoli che non aveva visto, o di inventarne di inesistenti, sulle cui tracce si gettavano subito tutti. Gli articoli raccolti qui coprono i due decenni più importanti della sua collaborazione a giornali e riviste (innanzitutto al "Mondo" di Pannunzio), e sono tutti dedicati al mondo delle lettere e alle sue singolari, ricorrenti, tormentose perversioni.
Il passeggiatore solitario. In ricordo di Robert Walser Sebald Winfried G. - Adelphi, 2006 - Biblioteca Minima
Nato in Germania, W. G. Sebald (1944-2001) è vissuto dal 1970 in Inghilterra, dove ha insegnato Letteratura tedesca contemporanea presso la University of East Anglia a Norwich. Tra le sue opere sono da ricordare: "Vertigini", "Storia naturale della distruzione", "Austerlitz". "Il passeggiatore solitario" è apparso per la prima volta nel volume "Logis in einen Landhaus".
Cinque poeti facili. Ungaretti, Zanzotto, Pasolini, Williams, Heaney Giardinazzo Francesco - Almayer, 2010 - Biblioteca Minima
Giuseppe Ungaretti, Andrea Zanzotto, Pier Paolo Pasolini, William Carlos Williams, Seamus Heaney sono i cinque poeti facili dei quali l'autore, docente di Teoria e analisi del testo letterario all'Università di Bologna, dà una lettura di altissimo profilo e di passione civile. "I poeti sono ospiti inquieti del mondo; a volte appoggiano le spalle al muro del tempo per riflettere e per confidarci questa inquietudine, questo inconsolabile desiderio di testimoniare, di tradurre dal cieco carcere un barlume di parole che sia un segno di riscatto, di certezza, quando tutto sembra già fisso e immutabile. Con insperata franchezza la poesia comunica quest.ansia, questa urgenza di dire che è la fonte comune e secolare del suo essere, del nostro esistere. L.opera è la forma durevole della riconoscenza. Dobbiamo esserne degni".