Bifronti Libri
Libri pubblicati nella collana Bifronti LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Le supplici. Testo greco a fronte Eschilo Paduano G. (Cur.) - Edizioni Ets, 2016 - Bifronti
Il rifiuto della violenza maschile, e in particolare il terrore dello stupro, costituisce il cuore pulsante delle Supplici di Eschilo: per questo le Danaidi fuggono dai cugini che vorrebbero imporre loro il matrimonio, trovando rifugio nell'antica madrepatria Argo. La volontà delle donne, che per la prima volta si afferma nella storia dell'Occidente, costruisce con disperata lucidità e tenacia un progetto di salvezza che si fonda sulla funzione rituale della supplica, ma ha per contenuto il linguaggio universale dei valori etici. Il fatto che al centro dell'azione sia non un individuo ma una collettività cambia lo statuto dell'espressione corale, che a differenza delle altre tragedie non ha carattere sapienziale, ma di viva e bruciante esperienza.
Racine e Shakespeare (1822) e altri scritti sull'illusione. Con il «Dialogo sulle unità drammatiche di luogo e di tempo» di Ermes Visconti. Testo francese a fronte Stendhal Mori L. (Cur.) - Edizioni Ets, 2012 - Bifronti
"Nell'agosto del 1822, in un teatro di Baltimora, il soldato di guardia sparò ad Otello esclamando: "Non sia mai che in mia presenza un maledetto negro abbia ucciso una donna bianca!". Questa storia la narra Stendhal nell'articolo sull'illusione teatrale che pubblicò sul finire dello stesso anno e che qui presentiamo insieme alla traduzione. L'articolo diventerà poi il primo capitolo di "Racine e Shakespeare". Assieme a queste e ad altre pagine stendhaliane proponiamo il Dialogo sulle unità drammatiche di luogo e di tempo di Ermes Visconti, uscito su "Il Conciliatore" (1819), che tanto influenzò la riflessione di Stendhal. Dal confronto dei testi emerge la complessa articolazione del dibattito ottocentesco sul verosimile e sulle forme dell'illusione, dalla pittura al romanzo al teatro.
L'Illusione drammatica. Lezione su Shakespeare e altri testi Coleridge Samuel Taylor De Luca G. (Cur.) - Edizioni Ets, 2010 - Bifronti
Cosa succede quando leggiamo un romanzo, andiamo al cinema o a teatro e ci emozioniamo di fronte a storie, eventi e personaggi palesemente fittizi? Perché spesso le opere d'arte che ci fanno piangere o ci fanno paura sono quelle che ci piacciono di più? Spesso, nel tentativo di rispondere a domande come queste, si chiama in causa l'immedesimazione. Ma cosa s'intende, esattamente, con questo termine? Lo spettatore è, come Don Chisciotte, incapace di distinguere il reale dall'immaginario? La teoria dell'illusione drammatica di Samuel Taylor Coleridge (1772-1834), che descrive la fede poetica come "volontaria e temporanea sospensione dell'incredulità", costituisce un tentativo di risposta caratterizzato da un'eccezionale penetrazione e un'intatta attualità. La "Lezione su Shakespeare", insieme agli altri testi che fanno parte di questo volume, ripercorre le tappe principali della riflessione coleridgiana su temi di estrema rilevanza per l'estetica filosofica intesa in senso ampio.