Cahiers Libri
Libri pubblicati nella collana Cahiers Olocausto
Prossime uscite della collana Cahiers
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257910365 Sull'Iliade
- 9791257910341 Le mie partenze
- 9791256148622 Per specula aenigmatis. 0-75
Perché gli altri dimenticano Piazza Bruno D'angeli R. (Cur.) - Castelvecchi, 2018 - Cahiers
«Perché gli altri dimenticano» - prima testimonianza in assoluto sui campi di sterminio - è il racconto di una lenta, soffocante discesa nell'inferno di Auschwitz-Birkenau: l'arresto a Trieste, la prigionia temporanea nei bunker della Risiera di San Sabba, il trasferimento al Coroneo come prigioniero politico, quindi il viaggio, pieno di speranze e di ottimismo, attraverso la Germania, l'arrivo ad Auschwitz, la prigionia, la liberazione. Ma «Perché gli altri dimenticano» è anche il resoconto dettagliatissimo della vita quotidiana e dell'organizzazione della macchina diabolica escogitata dai nazisti per lo sterminio di ebrei e oppositori. Un viaggio cupo, allucinante, nella follia e nella crudeltà che si annidano nelle pieghe più profonde dell'animo umano.
La notte dei ricordi Aboav Hora Comes Annalisa - Castelvecchi, 2025 - Cahiers
Ricordi, testimonianze e letture ebraiche si intrecciano in un dialogo tra una maestra e un'allieva, a una sola voce sul destino di Israele. Nonostante le differenze di storie personali, esperienze, età e circostanze di vita, i pensieri convergono in uno sguardo e un sentire comune, animato dalla tensione verso l'ascolto dell'altro e dalla convinzione che "un mondo altro è possibile". Attraverso le testimonianze della famiglia Spizzichino e Aboaf, la stessa voce racconta il dolore di memorie intime e l'indicibile della Shoah; pronuncia parole di pace e amore, invitando alla scelta della vita, della benedizione e della responsabilità collettiva.
Uscirò vittoriosa da questa prova Jacobson Louise - Castelvecchi, 2016 - Cahiers
"Nadia mia, stai sicura che uscirò vittoriosa da questa prova. Più bella non lo so, dipende. I piccoli specchi che ci è permesso di utilizzare riflettono una Louise dall'aria invecchiata e con lo sguardo indurito. Ma questo non ha importanza, lo non riesco a provare odio per chi ci ha fatto tanto male". Quando nel 1942 Louise Jacobson scrisse queste lettere a familiari e compagne di scuola, aveva diciassette anni ed era stata arrestata per aver infranto il regolamento antiebraico. Era reclusa nel campo di concentramento di Drancy e poco dopo sarebbe stata trasferita ad Auschwitz, in un viaggio che resterà senza ritorno. Custodite per decenni dalla sorella Nadia e pubblicate per la prima volta nel 1989, queste lettere sono una testimonianza della vivacità e dell'ottimismo indomito, della delicatezza e dell'attaccamento tutto femminile alle civetterie di un'adolescente piena di vita e di speranza. Come nel "Diario" di Anne Frank, Louise Jacobson parla di deportazione ma anche di affetti e di amori, in un documento tra i più commoventi della letteratura concentrazionaria. Introduzione di Francesca Vitale.