Campi Del Sapere Libri
Libri pubblicati nella collana Campi Del Sapere Costituzione: Governo e Stato
Nel segno della Costituzione. La nostra carta per il futuro Carlassare Lorenza - Feltrinelli, 2012 - Campi Del Sapere
Di fronte alle drammatiche sfide del presente, la Costituzione ha ancora risposte adeguate da dare? I suoi principi sono applicabili a situazioni nuove, un tempo imprevedibili? Il dubbio non è irragionevole. Ma il fatto che sia un programma per il futuro, pensato e costruito intorno a valori essenziali e senza tempo - la persona umana e la sua dignità - rende ancora possibile ricavare dalla Carta fondamentale indicazioni forti persino riguardo a questioni inedite, quali quelle derivanti dal flusso ininterrotto di persone in fuga da guerre, morte, miseria, in cerca di pace e lavoro. I punti di riferimento per orientarsi, se non per risolvere definitivamente problemi complessi e mutevoli, sono molteplici. In particolare il principio di laicità, prima regola per una convivenza possibile. Un principio legato in modo indissolubile al rispetto della persona, della sua sfera di libertà, della sua coscienza inviolabile e della sua autodeterminazione. Dignità della persona si coniuga poi con eguaglianza, parola chiave, vessillo delle rivoluzioni settecentesche d'America e d'Europa che oggi non è solo parità di fronte alla legge, divieto di trattamenti discriminatori, ma obiettivo da raggiungere con la rimozione degli ostacoli che generano diversità. La dignità della persona è inscindibile dalla centralità del lavoro sul quale la Repubblica si fonda e dall'istruzione, presupposto essenziale della democrazia. La conoscenza della Costituzione è il punto di partenza per un popolo che si voglia libero.
La Repubblica senza Stato. L'esilio della Costituzione e le origini della strategia della tensione Filippetta Giuseppe - Feltrinelli, 2024 - Campi Del Sapere
Lo Stato postfascista, invece che farsi repubblicano attuando la Costituzione del 1947, la manda in esilio. Dalla costante disapplicazione delle principali disposizioni costituzionali - e dalla simmetrica e sostitutiva applicazione di norme ereditate dal fascismo e comunque contrastanti con la Carta repubblicana - deriva la forma dello Stato centrista, che è Stato forte (dotato di assoluta supremazia sui diritti individuali e collettivi), Stato cattolico (che ai valori repubblicani sovrappone quelli della Chiesa) e Stato segreto (che condiziona le dinamiche politiche e sociali attraverso apparati occulti che operano nell'illegalità). Giuseppe Filippetta ricostruisce in tutti i loro aspetti - utilizzando documenti giudiziari e di archivio, testimonianze, film, opere letterarie e di arte figurativa, epistolari, monografie e fonti giornalistiche - le norme e le prassi attraverso le quali lo Stato, violando la Costituzione, ha represso il dissenso politico, negato i diritti sindacali e contrastato il libero esercizio dei culti acattolici e, simmetricamente, le mobilitazioni e le pratiche con le quali i movimenti collettivi hanno provato a far vivere la Repubblica e a realizzare i valori fondamentali della Costituzione. La strategia della tensione e le stragi sono state il punto di arrivo del contrasto tra Stato e Repubblica e lo strumento con il quale si è tenuto fermo l'esilio della Costituzione e si sono salvaguardati la supremazia dell'apparato statale sui diritti individuali e collettivi e l'assetto sociale ed economico garantito da tale supremazia. La Repubblica senza Stato offre una nuova interpretazione sia della nascita della Costituzione repubblicana che della sua inattuazione e mostra come proprio l'inattuazione costituzionale sia all'origine della strategia della tensione. Un'interpretazione nuova della nascita della Costituzione repubblicana. E di come la sua inattuazione sia all'origine della strategia della tensione.
La Costituzione. Dal pensiero politico alla norma giuridica Ferrara Gianni - Feltrinelli, 2006 - Campi Del Sapere
Che cosa è una Costituzione? È a questa domanda che il libro intende offrire risposte, necessariamente articolate, delineando il processo storico da cui è scaturita l'assunzione delle costituzioni come leggi fondamentali degli stati contemporanei. Perciò percorre le linee del pensiero politico dell'Occidente, dall'antichità ai grandi protagonisti della teoria costituzionale del secolo scorso. Ricostruisce il significato che assumono le rivoluzioni del Settecento, quella americana e quella francese, come fattori determinanti dell'immissione delle costituzioni nelle realtà statali. Descrive le vicende che caratterizzano, nell'Ottocento e nel Novecento, i rapporti tra stato e costituzione negli Stati Uniti, in Inghilterra, Francia, Germania e Italia, e che segnano le fasi evolutive del costituzionalismo, da quella liberale e borghese, a quella democratica e dello stato sociale. Rileva i termini della dialettica sviluppatasi tra gli ideali del costituzionalismo e lo stato monopolista della forza legale e della produzione del diritto. Propone la tesi che la Costituzione, ogni Costituzione, sia un principio politico che si normativizza, per trasfondere nell'ordinamento statale i valori di cui è portatore,e che si identificano, da due secoli, nei diritti dei cittadini, nell'eguaglianza, nella diffusione del potere.