Cespes Fonti E Studi Libri
Libri pubblicati nella collana Cespes Fonti E Studi LETTERATURA E STUDI LETTERARI
La tragedia Tesauro Emanuele Doglio M. L. (Cur.) - Rubbettino, 2018 - Cespes. Fonti E Studi
È passato molto tempo da quando Maria Luisa Doglio ha pubblicato, nel 1969, il dramma inedito di Emanuele Tesauro, 77 libero arbitrio. Allora la bibliografia sull'autore del Cannocchiale aristotelico occupava lo spazio di una pagina. Nel corso degli anni i saggi sono vertiginosamente aumentati, a livello europeo. E ora sul Tesauro converge, sempre più diffusa, l'attenzione di studiosi di varie discipline: letteratura, retorica, estetica, teatro, storia, storia dell'arte, iconologia, antiquaria, simbologia, architettura, semiologia. Oggi il Tesauro è conosciuto a un pubblico più vasto, come personaggio di romanzo, grazie a Umberto Eco, a cui si deve anche la voce Metafora nell'Enciclopedia Einaudi. Tra le opere del massimo teorico dello stile nell'età barocca, i panegirici sono ancora poco studiati. Scritta e pubblicata nel 1664 per la morte di Madama Reale, Cristina di Francia, figlia di Enrico IV e sorella di Luigi XIII e, poco dopo, della giovane nuora Francesca di Borbone Orléans, La Tragedia fu poi compresa dal Tesauro stesso a chiusa della raccolta complessiva dei Panegirici. Della silloge risulta la tessera di maggior rilievo e quasi il manifesto, sia per il racconto della vita e della morte di Cristina, sia per le importanti dichiarazioni di poetica relative all'orazione funebre, sia come sorprendente preludio alle più note di Bossuet. L'Introduzione ripercorre l'intera serie di panegirici per Cristina. La Tragedia diviene il testo chiave non solo per celebrare ma per raccontare e «far vedere», attraverso il potere creativo della parola che «dà vita» e «fa durare», l'agire 'eroico' della Duchessa, madre «perfetta», maestra nell'insegnamento dell'arte di governo, reggente decisa ad assicurare la successione al figlio, donna giunta all'apice del potere e del successo, sottoposta, come tutti, all'improvviso mutare della sorte, alla sofferenza e al dolore.
Allocuzioni di immortali. Discorsi all'Accademia francese fra Sei e Settecento Richter M. (Cur.) - Rubbettino, 2017 - Cespes. Fonti E Studi
L'Accademia francese, voluta e istituita dal cardinal Richelieu nel 1635 con lo specifico compito di fare della lingua francese - seriamente insidiata nel secolo precedente da un pur creativo disordine - un efficace strumento di unità, stabilità e prestigio, svolge una funzione di particolare rilievo per l'affermazione della monarchia assoluta in contesto europeo. Il genere letterario esemplarmente rappresentato dagli undici «discorsi di accoglienza» fra Sei e Settecento qui raccolti (fino a Voltaire) e per la prima volta riproposti in lingua italiana offre un illuminante spaccato di vita culturale, politica e religiosa durante gli anni più gloriosi dell'Ancien Regime.
Divertimenti seri e buffi Dufresny Charles Pezzino G. (Cur.) - Rubbettino, 2017 - Cespes. Fonti E Studi
Per la prima volta in Italia appare la traduzione dell'opera completa di Dufresny, "Amusements sérieux etcomiques" (1699), che occupa un posto di rilievo nel panorama della letteratura morale fra Sei e Settecento. L'autore dei "Divertimenti seri e buffi" mescola il serio e il buffo sotto il segno della saggezza scettica, invitando il lettore alla libertà di pensare, di ridere e di divertirsi. Lungi dal nutrire le pretese del moralista che detta ricette di comportamenti e prescrive pillole di verità, Dufresny cerca la divertita complicità del lettore per meglio associarlo alle sue riflessioni. Così l'accostamento caleidoscopico del serio e del buffo suggerisce la sostanziale ambiguità del reale e l'assurdità dell'esistenza.