Comunicaz Istituz Mutamento Soc Temi Libri
Libri pubblicati nella collana Comunicaz Istituz Mutamento Soc Temi Problemi e processi sociali
Violenza di prossimità. La vittima, il carnefice, lo spettatore e il «grande occhio» Bartholini Ignazia - Franco Angeli, 2014 - Comunicaz. Istituz. Mutamento Soc. Temi
Riflettere oggi sul fenomeno della violenza di prossimità non può che porre in evidenza una categoria delle relazioni e dell'agire che, pur facendo parte della nostra esperienza quotidiana, non è percepita nella sua valenza sostantiva oltre che procedurale. Là dove la violenza irrompe e attecchisce, il conflitto è assente e una stringente oppressione relazionale si è insinuata fra i partner di una relazione, difficilmente sarà possibile trarsi fuori da questo soffocante reticolo di riconoscimento, di disprezzo reciproco e dai rimandi incrociati che ne conseguono. Verrà quindi ritualizzata la pratica della violenza. La violenza, infatti, se da un lato forma lo scheletro stesso di talune relazione intime o di prossimità, dall'altro definisce poco alla volta i confini di quelle identità incerte che trovano, nel ruolo del carnefice e in quello della vittima, le stessa possibilità di manifestarsi spingendosi al di là delle nebbie opache della propria obsolescenza, attraverso l'occhio dello spettatore che è spesso il testimone di pietra di ciò che all'interno della relazione si consuma. La violenza diviene quindi "l'orrore" di una drammaturgia in cui la vittima, il carnefice, gli "spettatori della prima fila e della galleria" e il "grande occhio" dei media fanno sì che lo spettacolo di una "morte annunciata" si replichi ancora una volta, aspettando che sia "l'ultima volta".
Sovrapposti. Processi di trasformazione degli spazi ad opera degli stranieri Tumminelli Giuseppina - Franco Angeli, 2010 - Comunicaz. Istituz. Mutamento Soc. Temi
Nel corso del tempo le città cambiano aspetto, forma, connotazione estetica. Spesso inesorabilmente, talvolta inaspettatamente. E al loro interno cambiano le funzioni che spazi e tempi assumono nella fruizione pubblica. Ciò che ne modifica le caratteristiche strutturali. È una dinamica di cui chi le abita si rende conto solo parzialmente, tanto è lento a volte questo cambiamento. O, al contrario, tanto repentino da non essere registrato. I luoghi "non sono più gli stessi", e dentro i luoghi coloro che vi abitano. Il che, in un'epoca di nostalgia imperante, può creare disagio. Ma in realtà il cambiamento può generare forme di rivitalizzazione del tutto inattese, soprattutto se effetto dell'insediamento abitativo di nuove popolazioni urbane. Cosa accade quando questa popolazione urbana è composta da migranti? Quali mutamenti genera negli spazi della quotidianità? Questo lavoro nasce dal tentativo di rispondere a queste domande ed è il risultato di una ricerca condotta in uno dei quartieri del centro storico palermitano, da un quindicennio luogo di residenza in cui si concentra la maggior parte della popolazione immigrata.
Una Sicilia «senza». Atti del Convegno sulle condizioni di vita e salute in zone arretrate della Sicilia occidentale (Palma Montechiaro, 27-29 aprile 1960) Costantino S. (Cur.) Zanca A. (Cur.) - Franco Angeli, 2014 - Comunicaz. Istituz. Mutamento Soc. Temi
Può un'organizzazione sociale come quella meridionale sopravvivere senza uniformarsi "ad alcune basilari modalità di organizzazione sociale di tipo "moderno"? La risposta alla domanda è ovvia: no, una collettività non può sopravvivere, salvo che non riesca a isolarsi drasticamente. Ma l'isolamento stesso, in quanto comporta una capacità di difesa da eventuali tentativi esterni di romperlo, vuole un adeguamento "moderno" di quelle capacità di difesa. Una modernizzazione "subita" di questo tipo ha caratterizzato le politiche di sviluppo del nostro paese, una modernizzazione "senza" appunto. Di ben altra portata e qualità è la "modernizzazione attiva", centrata nell'ambito dei processi identitari nei quali le collettività si riconoscono identificandosi in una determinata cultura, in progetti interessi e valori. La modernità delle collettività così intese ha un fondamento relazionale dal quale trae la forza e il dinamismo competitivo e relazionale. Processi di modernizzazione questo secondo tipo cercavano di portare avanti quanti promossero ed organizzarono col Centro studi e iniziative per la piena occupazione, fondato da Danilo Dolci, il convegno di Palma di Montechiaro del 27-29 aprile 1960. Gli atti di quel convegno offrono, con una straordinaria quantità di dati, analisi, riferimenti e testimonianze, uno spaccato di impressionante rilievo delle condizioni in cui versavano diverse aree della Sicilia.