Criminologia Libri
Libri pubblicati nella collana Criminologia Antropologia
Antropologia e crimine. Un approccio socio-culturale alla questione criminale in Italia Ziliotto Anna - Franco Angeli, 2020 - Criminologia
Il volume vuole essere uno strumento di conoscenza sia dei metodi e dei concetti di base dell'antropologia culturale sia delle possibilità di applicazione che proprio un approccio di tipo antropologico sarebbe in grado di fornire alla comprensione dei comportamenti criminali. Esplorando le fasi attraverso cui si sviluppa il percorso giuridico-penale, questo libro riflette sull'utilità di una professione, quella dell'antropologo, che ha tutte le potenzialità per contribuire alla spiegazione del criminale e diventare una risorsa preziosa accanto alle altre discipline forensi. Può l'antropologia culturale occuparsi di crimine in Italia? Quali competenze è in grado di offrire? E, soprattutto, come può contribuire alla conoscenza delle condotte criminali senza rimanere impigliata negli squarci provocati da quella tormentata scuola di pensiero creata da Cesare Lombroso? Sebbene cominci con una lettura storica dell'antropologia criminale ottocentesca, "Antropologia e crimine "vuole essere uno strumento di conoscenza sia dei metodi e dei concetti di base dell'antropologia culturale sia delle possibilità di applicazione che proprio un approccio di tipo antropologico sarebbe in grado di fornire alla comprensione dei comportamenti criminali. Esplorando, infatti, le fasi attraverso le quali si sviluppa il percorso giuridico-penale (investigazione, processo, pena e riabilitazione), con un linguaggio semplice e accessibile questo libro vuole indurre a riflettere sull'utilità di una professione, quella dell'antropologo, che ha tutte le potenzialità per contribuire alla spiegazione del criminale e diventare una risorsa preziosa e indispensabile accanto alle altre discipline forensi.
Storia, forme e rappresentazioni sociali della violenza Borile Simone - Franco Angeli, 2022 - Criminologia
"Storia, forme e rappresentazioni sociali della violenza" rappresenta un interessante contributo culturale nel riconoscimento dell'evoluzione dei fenomeni violenti, richiamando opportunamente i grandi cambiamenti societari e il graduale controllo esercitato dalle istituzioni sulle distinte forme di manifestazione della violenza: da espressione identitaria maschile nel medioevo a strumento monopolistico dello Stato, impiegata prevalentemente nelle guerre e conflitti. L'autore sottolinea che a partire dal Seicento i modelli comportamentali violenti sono stati culturalmente accettati, integrati e legittimati all'interno di tutta la società europea. Frequentemente attribuibile a giovani maschi, la violenza ha rappresentato un esempio di fascinazione virile e modalità privilegiata per il ripristino di torti e o ingiustizie subite. La rarefazione, nei secoli successivi, degli omicidi e dei rapporti bilaterali violenti ha rivelato un graduale cambiamento del modello relazionale, fortemente ingentilitosi per diverse influenze multiple: la scolarizzazione, il controllo delle istituzioni e il ruolo pedagogico svolto dalle agenzie di socializzazione, al punto da costituire un nuovo patrimonio valoriale radicalmente modificato. Il testo, di agile lettura, rappresenta un documento facilmente fruibile per coloro che intendano approfondire le forme della violenza e su come queste si siano adeguate all'evoluzione delle società nel corso dei secoli, rappresentando un imprescindibile excursus temporale per studiosi di comportamenti devianti e attenti cultori dei comportamenti umani.