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Libri pubblicati nella collana Culture Genocidi e pulizia etnica

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  • 9788869483356 Politiche del visuale. Pensiero critico e pratiche estetiche
  • 9788869482212 Diffrazioni. Del lesbismo, del queer
L'esperienza dell'estremo. Vita e pensiero nei campi di concentramento libro
-5%
LIBRO   9788869480560

L'esperienza dell'estremo. Vita e pensiero nei campi di concentramento Peloso Luca   -  Ombre Corte, 2017  -  Culture

Quello qui presentato è uno studio comparativo sui campi di concentramento nazisti e staliniani, intesi sia come l'espressione più estrema della forma-campo nata alla fine dell'Ottocento, sia come modello delle successive realtà concentrazionarie. Punto di partenza è che il Lager e il Gulag non possono essere visti solo come fenomeni di ordine storico, perché i fatti che si sono consumati al loro interno e l'esperienza umana cui hanno dato luogo superano tanto l'immaginazione quanto le presunte analogie con le maggiori catastrofi del passato. Il campo di concentramento totalitario è inoltre lontano dal porre un problema filosofico o antropologico al pari di altri eventi, in quanto presenta e ripropone questioni che rinviano simultaneamente al senso ultimo della convivenza umana, al significato della Storia, ai momenti tragici dell'esistenza. In questa prospettiva, il libro aspira a essere qualcosa di più che una ricostruzione storiografica. Il suo intento è piuttosto quello di individuare una serie di questioni connesse al campo di concentramento e di analizzarle da diverse angolazioni disciplinari. Nella prima parte ci si concentra sulla forma e il funzionamento del campo totalitario, esaminando il Gulag e il Lager nelle loro specificità, in quanto spazi in cui il tempo, i corpi e le menti sono rigidamente disciplinati secondo un preciso progetto di dominio. Nella seconda parte, invece, ci si sofferma su alcuni aspetti della vita nei campi, così come sul pensiero che con essi si è confrontato (sia durante che dopo), con particolare attenzione agli atteggiamenti assunti di fronte alla sopravvivenza, alla questione della fede religiosa e delle convinzioni politiche, al problema del male e della natura umana, alla ricerca di Dio dopo Auschwitz e Kolyma.

€ 15.00 € 14.25
LIBRO   9788887009514

Testimoni della catastrofe. Deposizioni di prigionieri del Sonderkommando ebraico di Auschwitz-Birkenau (1945) Saletti C. (Cur.)   -  Ombre Corte, 2004  -  Culture

Il Sonderkommando - come era chiamata la squadra speciale addetta alle installazioni - era parte di quella "linea di produzione". Isolati dal resto dei deportati, i prigionieri dei crematori avevano condotto la loro precaria esistenza al cospetto della distruzione della propria gente e di quanti, secondo il criminale disegno coltivato dal nazionalsocialismo, dovevano scomparire. Dei poco più di duemila ebrei che ne avevano fatto parte, un centinaio sopravvisse fortunosamente alla fine del campo. Alcuni di loro ebbero la forza di raccontare al mondo quanto avevano visto e vissuto.

€ 15.50
disp. incerta
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LIBRO   9788897522980

La pensatrice e lo specialista. Hannah Arendt e il processo Eichmann D'alessandro Ruggero   -  Ombre Corte, 2014  -  Culture

"Assistere a questo processo è in qualche modo, io ritengo, un obbligo che ho verso il mio passato". Così scrive Hannah Arendt alla vigilia del processo all'ex tenente colonnello delle SS Adolf Eichmann, uno dei massimi responsabili della progettazione e realizzazione della Shoah. Dalle corrispondenze che Arendt scrive per il settimanale "The New Yorker", nel 1963 nasce un volume dal titolo "Eichmann in Gerusalem. A Raport on the Banality of Evil" (tradotto in italiano con "La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme"), che ben presto scatenerà dure reazione da parte del mondo ebraico. Le accuse che le verranno rivolte riguardano il suo ritratto di Eichmann, l'analisi del ruolo dei Consigli ebraici, nonché la valutazione del processo, fra questioni giuridiche, fini politici e aspetti etici. Nel ricostruire questa dolorosa vicenda, che coinvolse anche amicizie e affetti di lunga data, l'autore analizza dunque la posizione della Arendt rispetto alle questioni della colpa, del diritto, della giustizia collettiva, della giurisdizione per i crimini contro l'umanità, accanto alle "ambiguità" di un'istituzione come i Consigli ebraici e alcune categorie centrali della speculazione arendtiana sull'incapacità di pensare e sulla "banalità" del male. Ne esce un quadro complesso dal quale emerge una Arendt coraggiosa e battagliera, instancabile pensatrice della condizione umana, della libertà e della giustizia.

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