Cymbae Libri
Libri pubblicati nella collana Cymbae EUROPA
Scrivere per non dimenticare. Una ragazza in fuga dalla Bosnia 1992-1994. Ediz. italiana e bosniaca Ibraimovic Tatjana - Giampiero Casagrande Editore, 2011 - Cymbae
Scrivere per non dimenticare. Una ragazza in fuga dalla Bosnia 1992-1994. Ediz. italiana e bosniaca - Giampiero Casagrande editore
Antonio Spallino. Uomo, amministratore, sportivo, intellettuale Guarracino Vincenzo - Giampiero Casagrande Editore, 2013 - Cymbae
Antonio Spallino ("Nino", per gli amici), nato a Como nel 1925, è tra i più noti e stimati personaggi della città di Como. È stato assessore all'urbanistica (1965-1970) e poi sindaco per tre mandati (1970-1985). Tra il 1977 e il 1979, è stato commissario straordinario della Regione Lombardia nell'emergenza per il disastro ecologico dell'Icmesa di Seveso. Eccezionale, tra scherma e alpinismo, la sua carriera di sportivo. Nella scherma, è stato campione italiano assoluto di spada nel 1949, di fioretto nel 1958, campione del mondo a squadre di spada nel 1949 e di fioretto nel 1954 e 1955; inoltre ha vinto tre medaglie olimpiche, tra Helsinki nel 1952 e Melbourne nel 1956. Nell'alpinismo, ha fatto due scalate direttissime, l'una su roccia (1955), l'altra su ghiaccio (1956), nel gruppo dell'Ortles, in Alto Adige. Come dirigente sportivo, è stato presidente dapprima del Panathlon Club di Como (1970-1974) e poi del Panathlon International (1988-1996). Presidente del Centro di cultura scientifica A. Volta, fin dalla sua origine nel 1981, è autore di importanti pubblicazioni che abbracciano ambiti diversi. Nel 1995 la Città di Como gli ha conferito l'onorificenza dell'Abbondino d'Oro.
Custodi. Una città europea vista dagli stranieri. Il caso Lugano Moccetti Giacomo - Giampiero Casagrande Editore, 2013 - Cymbae
"Giacomo Moccetti è nato a Lugano nel 1988 e lì è rimasto fino alla fine del liceo. Un paio d'anni fa alcuni amici gli hanno chiesto di delineare un ritratto della sua città: da chi è composta, oltre ai luganesi, e come viene vista in termini di integrazione e globalizzazione. Per svolgere questo lavoro, Moccetti ha pensato di interpellare i custodi: chi meglio di loro può conoscere Lugano? Ne ha incontrati molti, per la maggior parte di origine straniera, alcuni gentili e disponibili, altri burberi e sospettosi, tutti con qualcosa da raccontare. È emerso che i custodi si confrontano con problematiche quotidiane quali l'integrazione, l'indigenza, la solitudine, la maleducazione e la criminalità, ma sono anche testimoni di solidarietà e generosità da parte, e nei confronti, degli abitanti dei palazzi. I condomìni appaiono quindi come un microcosmo, specchio della società, che evidenzia ciò che in essa funziona, ma anche ciò che deve essere migliorato. Il ritratto che ne esce è quello di una Lugano più ricca di idee, dinamiche, culture e mentalità, rispetto a quella che l'autore credeva di conoscere."