De La Da Mar Nuova Serie Libri
Libri pubblicati nella collana De La Da Mar Nuova Serie ARTI
Muro Leccese. Chiesa di Santa Marina. Il più antico ciclo nicolaiano del mondo bizantino Falla Castelfranchi M. (Cur.) Ortese S. (Cur.) - Congedo, 2018 - De Là Da Mar. Nuova Serie
"Il quinto volume della collana 'De là da mar', dedicato alla chiesa di Santa in Marina in Muro Leccese, offre l'occasione di riflettere sulla ricchezza artistica di un monumento ancora in parte inesplorato, attraverso una originale raccolta di contributi scientifici e interdisciplinari. Ogni saggio, corredato da un ricco apparato bibliografico e illustrativo, consente, a prescindere dalla materia e dalla metodologia trattate, di svelare la storia millenaria di questo piccolo gioiello artistico del Salento, focalizzando l'attenzione su dinamiche e rotte mediterranee che nei secoli ne hanno determinato l'attuale morfologia. Tralasciando l'idea di raccontare il volume seguendo l'indice e la scaletta dei temi trattati, partirei dall'interessante contributo di Brunella Bruno e Teresa Oda Calvaruso incentrato sulle ricerche archeologiche. Proprio i recenti scavi effettuati dalle studiose all'esterno del monumento hanno consentito di riconoscere un luogo trasfigurato dalle moderne metamorfosi urbanistiche."
Botrugno. Chiesa dell'Assunta Ortese S. (Cur.) - Congedo, 2016 - De Là Da Mar. Nuova Serie
Nelle mani dei devoti ignoranti vanno così scomparendo le ultime tracce del rito greco e delle pitture del medio evo in Terra d'Otranto ". Così tuonava Cosimo De Giorgi nel 1888 nei suoi Bozzetti di Viaggio, constatando che l'abside della chiesa dell'Assunta di Botrugno, preziosa testimonianza di una preesistente "cappella di rito greco" interamente affrescata e intitolata a San Nicola di Mira, fosse stata sottratta alla vista con vaste scialbature e con un simulacro in cartapesta del Cristo morto. Insomma, il De Giorgi intuiva il pericolo che la costruzione potesse condividere il destino riservato ad altre chiese del Salento che, nel corso dell'Ottocento, svuotate degli arredi e private dell'originaria veste decorativa, avevano smarrito gradualmente memoria delle origini e del glorioso patrimonio culturale di tradizione bizantina. Quando lo studioso visitò la chiesa dell'Assunta riteneva che gli affreschi del XIV secolo campiti nell'abside, o quanto di essi restava in luce sotto a scialbature e ad aggiornamenti iconografici, potessero suddividersi in tre compartimenti verticali.