Deriveapprodi Libri
Libri pubblicati nella collana Deriveapprodi Indipendenza e liberazione nazionale, post-colonialismo
Vesti la giubba di battaglia. Miti, riti e simboli della guerra partigiana Colombara Filippo - Deriveapprodi, 2009 - Deriveapprodi
Durante la guerra di Liberazione, come in altre circostanze simili, lo scontro tra i contendenti avviene sul piano dell'offesa armata, della distruzione di corpi e cose, ma anche su quello dei segni e dei significati culturali: un conflitto parallelo tra contrapposte visioni del mondo che uomini e donne impiegano per mostrare le proprie ragioni, per distinguersi, per esistere. Dall'universo simbolico che scaturisce, dalla forte carica emotiva spesa da quanti rimasero coinvolti nasce il senso di questo libro. Riti, consuetudini, apparati simbolici e miti sono gli argomenti che si indagano dell'avventura partigiana; un'avventura inizialmente priva di precise norme e, per questo motivo, capace di dare sfogo a una sorta di "creatività a caldo" che, nell'immediatezza degli eventi, costruisce e controlla l'immaginario.
Il tenente Alvaro, la Volante Rossa e i rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia Recchioni Massimo - Deriveapprodi, 2011 - Deriveapprodi
Tenente Alvaro era il nome di battaglia di Giulio Paggio, il comandante della Volante Rossa, un raggruppamento di ex partigiani comunisti che nella Milano dell'immediato dopoguerra con le sue azioni armate, antifasciste e antipadronali, ha incarnato i sentimenti di una "Resistenza tradita" perché non sfociata in una rivoluzione socialista. La Volante Rossa ha operato fino al gennaio del 1949 rendendosi responsabile anche di alcuni omicidi. Paggio, evitato l'arresto, con l'aiuto del Partito comunista riparò in Cecoslovacchia dove rimase per il resto della sua vita, nonostante la grazia concessagli nel 1978 dall'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Per narrare queste vicende l'autore si è avvalso di numerose testimonianze di ex rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia, oltre cinquecento persone accusate, e spesso condannate, per reati compiuti nel corso delle lotte sociali e politiche del dopoguerra. Ne emerge la storia, finora sconosciuta, di una comunità ritratta sia nelle sue difficoltà e sofferenze materiali che nella sua solidarietà ideale e affettiva, nel contesto politico ed economico della Cecoslovacchia socialista.
Francesco Moranino, il comandante «Gemisto». Un processo alla Resistenza Recchioni Massimo - Deriveapprodi, 2013 - Deriveapprodi
Francesco Moranino, il comandante "Gemisto", fu tra i protagonisti della guerra di Liberazione e il più giovane componente dell'Assemblea Costituente. Ricoprì inoltre la carica di sottosegretario alla Difesa nel terzo governo De Gasperi. Nel 1948 fu rieletto deputato, ma durante quella legislatura fu coinvolto in un'inchiesta per l'omicidio, avvenuto tra il 1944 e il 1945, di cinque civili sospettati di spionaggio e delle mogli di due di essi. In seguito alla concessione da parte della Camera dei deputati dell'autorizzazione a procedere nei suoi confronti, espatriò in Cecoslovacchia. La sua travagliata vicenda infiammò il dibattito politico e si trascinò per molti anni tra rielezioni parlamentari, nuove autorizzazioni a procedere, processi, condanne ed esilio. La grazia concessa dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, nel 1964, concluse giudiziariamente il caso, anche se Moranino rientrò in Italia solo due anni dopo, quando gli eventi per cui era stato condannato furono riconosciuti come azioni di guerra. Questo libro contestualizza storicamente gli eventi che furono alla base della condanna di Moranino, inserendoli nel complesso contesto politico della Guerra fredda, argomentando come quella vicenda fosse la metafora di un processo politico molto più generale che mirava alla criminalizzazione della componente comunista della Resistenza. Con la prefazione di Pietro Ingrao, Alessandra Kersevan, Lidia Menapace.