Dissertazioni Conferme Libri

Libri pubblicati nella collana Dissertazioni Conferme Genealogia, araldica, nomi e onorificenze

LIBRO   9788872973783

Abecedario di Montefusco: tutti gli abitanti e i luoghi del 1700 nella città del prorex Consalvo di Cordova, sede del giustizierato spagnolo del principato ultra, divenuta provincia del regno di Napoli Bascetta Arturo   -  Abe, 2024  -  Dissertazioni & Conferme

Nel 1599, come da Concilio provinciale, l'arcivescovo di Benevento ottenne la facoltà di riconferire le insigne badiali mitrate dentro lo stesso Regno di Napoli. La provincia ecclesiastica aveva 18 vescovi su 25, sebbene fossero stati 32, perché in antico comprendeva tutta la Puglia ed era chiamata Metropoli Campania: latissima est ejus Provincia decem et octo Episcoporum, licet non multum sit temporis, cum viginti quinque esset, ut in valvis aereis ipsius Ecclesiae et nomina Episcoporum, et effigies monstrant. Olim vero triginta due habuise, et Metropolim Campaniae, totiusque Apuliae appellatam esse antiquissima ipsius documenta testantur. L'arcidiacono Nicastro confermò l'uso di mitra e pastorale alle 12 abbazie antiche recensite: usum Mitrae habent; nempe S. Mariae de Strata, S. Mariae de Fasolis, S. Mariae de Eremitorio, S. Petri de Planisio, S. Laurentii de Apicio, S. Maria a Guglieto (e fin quindi ne elenca 6), in presentiarum Collegio beneventano Societatis Jesu unitae, S. Mariae de Decorata, S. Maria de Campobasso, S. Maria de Ferraria prope Sabinianum, S.Mariae de Venticano Bibliothecae Vaticanae unitae, et S. Silvestri in Oppido S. Angeli ad Scalam (altre 5). V'erano altre 4 abbazie et S[anta] R[omana] E[cclesia] cardinalibus commendatur, cioè che risultavano commisariate perché sono finite in Commenda: - S. Sophiae Beneventi, -S. Joannis in luco Mazzocca, -S. Maria de Cripta in Oppido Vitulani, -et S. Fortunati in oppido Paulisiorum. Erano poi le 3 Commende Equitum (prefettizie): - S. Joannis Hierosolymitani Beneventi, - Montisfusci, - et in Oppido Montisherculis enumerantur. E ve n'erano altresì 2 esistenti in Benevento: - Collegiatas Ecclesias S. Bartolomae praecipui Patroni, - et S. Spiritus. Furono invece 6 quelle costruite o da costruire in Diocesi: - nempe S. Joanuis in Balneo praefatae Civitatis Montifusci, - SS. Annunciationis Altavillae, - SS. Assumtionis Montiscalvi, - S. Salvatoris Morconi, - S. Bartholomei Padulii, - et SS. Trinitatis in Oppido Vitulani anno 1716 eretta. Nella nota seguono i dati sui 178 luoghi, compresi quelli con le grancìe ex dipendenze delle abbazie beneventane, così come descritto negli atti dei Concili. Si tratta di Terre, Casali e feudi compresi in due province del Regno: - Montefusco (in Diocesi di Benevento dipendente dall'Arcidiocesi Metropolitana di Benevento) - Lucera (Diocesi dipendente dalla Metropolia beneventana) .1 Torrioni ricadde nella nuova provincia di Montefusco. Partendo da queste considerazioni ci siamo spinti a ricostruire la storia, luogo per luogo, persona per persona, quindi elementi certi per ricostruire l'albero genealogico di tutte le famiglie di Montefusco, città del Principato Ultra nel 1700.

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LIBRO   9788872972359

Abecedario di Castellammare al Volturno. Genealogia, cognomi e toponomastica nella storia di Castelvolturno Barbato Annamaria  Bascetta Arturo   -  Abe, 2025  -  Dissertazioni & Conferme

Un microscopico borgo medioevale di braccianti e massari. La Castel Voltuno del 1700 non è una città. Anzi, a dire il vero, si presenta come un piccolo borgo. Così lo si deve descrivere sfogliando, pagina dopo pagina, il Catasto Onciario dell'allora Castello a Mare del Volturno. Di esso si trascrivono fedelmente le notizie essenziali con l'elenco delle famiglie numerate e riordinate per cognome del capofamiglia, anziché per nome, come nell'originale. Non siamo a grandi livelli urbanistici in quanto la nuova Via Nazionale non è stata ancora costruita e il commercio maggiore è dovuto solo al via vai verso i santuari. Ma sfogliando le pagine concentrate in quest'Appendice, si ha un'idea più concreta di cosa sia un paese del 1700, con la sua piazza, le prime strade ufficiali, la parrocchia e le altre chiese intorno a cui si riuniva la popolazione. Tutto registrato e trascritto dai deputati et estimatori che hanno redatto il Catasto consultato nella copia microfilmata a partire dal frontespizio, quando compare la scritta ufficiale: Catasto seu Onciario dell'Unità di Castello a Mare del Volturno in Prova di Terra di Lavoro. Vale a dire il libro del Catasto oppure detto Onciario relativo all'Università comune del paese di Castello, meglio definito nel luogo del Mare del Volturno, nella provincia di Terra di Lavoro. È così possibile conoscere i nomi di tutti i capifamiglia trascritti in ordine alfabetico di cognome, con relativo mestiere e composizione del nucleo familiare, seguito dal parametro dell'oncia per stabilire l'esatto valore del reddito imponibile. Seguono le rubriche delle Vedove, Vergini e Bizzoche, dei cittadini e delle cittadine assenti, dei sacerdoti reverendi, cioè dei cittadini secolari, Chiese e Luoghi pii. Seguono le ultime rubriche catastali con i Forestieri abitanti, e i Forestieri non abitanti, cioè Bonatenenti Esteri, con gli Ecclesiastici Bonatenenti Esteri e le relative chiese straniere che possedevano dipendenze e beni sul territorio. Dopo l'elenco a parte che estrapola i beni della Parrocchia, tassati diversamente in base al Concordato con la Chiesa, il tutto, viene registrato, confrontato e assommato nell'operazione di sommatoria definitiva delle tasse, che va sotto il nome di Collettiva delle once, per stabilire l'esatto importo della dichiarazione totale del reddito imponibile relativo all'Università comune di Castello. Sfogliando queste pagine, si ha la certezza che siamo lontani dai grandi industrianti, dai fabbricatore di panni ai cavapietre mariani, anche poveri, come quelli incontrati a San Benedetto di Caserta. Non compaiono neppure sbirri, come a Toro di Caserta, accosto ad un'altra figura, quella del satellite, una sorta di spia, addetto ai rapporti con la polizia. Quando anni dopo assisteremo alle ribellioni e all'invasione del Regno Borbonico, specie nel decennio seguito ai fatti del 1799, la figura del satellite sarà una delle protagoniste delle rivolte antiliberali che sfoceranno nel brigantaggio, allorquando i paesi riconquistati dagli squadroni borbonici, cioè dalla polizia militare, si dicevano presi dai satelliti che ebbero il loro rifugio segreto in Mugnano, dove si riuniranno con il deposto intendente di P.U., Mirabelli, per progettare i loro 'golpe'. È più facile reggere le redini e spadroneggiare in un piccolo casale con pochi ricchi di un certo spessore. Hanno tanto di servi propriamente detti, diremmo quelli da comando o servitori, intesi come camerieri, e anche servi di livrea, cioè in divisa, come Antonio Maturo, servente in livrea di Crotone. Spesso la divisa non era neppure di loro proprietà e veniva conservata, o anche indossata, direttamente dal signore, come nel caso di Don Francesco Grillo di Oppido Mamertino, il quale, fra i suoi beni, possedeva una lebrea di servitore ed altra di volante. Sarà pure piccola Castel Volturno, ma lavorano tutti. Del resto non vi sono neppure figli adottivi.

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LIBRO   9788872972366

Vademecum di genealogia, come ricostruire il proprio albero genealogico Paolucci Fabio   -  Abe, 2021  -  Dissertazioni & Conferme

Negli ultimi tempi sta diventando una moda sempre più diffusa andare alla ricerca delle proprie origini, delle proprie radici familiari, ed immergersi nel mondo lontano dei propri antenati riscoprendo la loro vita, le loro gesta: è questa una tendenza culturale dettata soprattutto dall'esigenza di riscoprire sé stessi attraverso chi ci ha preceduto, chi ci ha plasmato con la miracolosa combinazione dei propri cromosomi. È questo un bisogno sempre più avvertito in un periodo difficile come il nostro, nel quale la perdita di tanti valori sta prendendo il sopravvento, offuscando le sane tradizioni ed i sacrifici dei nostri Padri. Mentre fino ad oggi le scienze dell'araldica e della genealogia si sono occupate principalmente della storia e le imprese delle grandi famiglie italiane, appartenenti agli alti ranghi della società, alla nobiltà e al notabilato, si tende oramai a ricostruire la storia anche "dal basso", dalle vicende che hanno visto protagonista il popolo, vero unico attore e motore, il più delle volte vittima, degli eventi storici. In linea con questo pensiero, attuale e d'avanguardia, nasce il vademecum per una corretta ricerca genealogica, che sappia fornire a chiunque voglia in maniera autonoma "affacciarsi a questo mondo" le conoscenze giuste per adoperare al meglio gli "strumenti del mestiere", ovvero le fonti da consultare, interrogare e far parlare del nostro passato. Si partirà da esempi pratici, per mostrare i documenti e come procedere in maniera corretta nella ricerca, muovendosi con destrezza tra gli archivi e i diversi tipi di fonti documentarie.

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disp. incerta
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